Orari "eccessivamente lunghi" e
"salari troppo bassi per coprire i bisogni elementari" e
migranti senza documenti "lasciati in un limbo, senza poter
accedere a lavori regolari": secondo l'Onu, metà della
manodopera agricola italiana è costituita da migranti, per lo
più irregolari, la categoria più debole. Manodopera "sfruttata
dal sofisticato sistema alimentare dell'Italia". L'atto d'accusa
è contenuto in un comunicato dell'inviata esperta di diritti
umani delle Nazioni Unite, Hilal Elver.
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