"Questo processo senza Marco Di
Donato ce lo saremmo risparmiati" perché "lo definirei
millantatore seriale e bugiardo per tendenza. Racconta solo
palle", che nelle intercettazioni "riprese nere su bianco hanno
avuto una valenza che non avevano. Con pochi approfondimenti si
sarebbero potute evitare questi disastri". E' un "processo
costruito dai carabinieri". Così l'avvocato Claudio Soro
nell'arringa difensiva di Alessandro Giachino, dipendente del
Casinò di Saint-Vincent imputato per associazione mafiosa nel
processo Geenna con rito ordinario.
Da queste presunte millanterie Di Donato (condannato a nove anni
di carcere nel filone con rito abbreviato di Geenna il 17
luglio) "non ha avuto alcun beneficio, non ha una lira in tasca.
L'unica spiegazione è che amava sentirsi al centro
dell'attenzione, aveva queste persone che gli ruotavano attorno
e che lo reputavano un padre eterno".
La contestata locale per Soro "è formata da personaggi al limite
del ridicolo, in contrasto tra loro e che non si parlano da
anni. Ha la possibilità di infilare un consigliere regionale
come Nicola Prettico ma cosa fa? Lo denigra, lo dileggia.
Potremmo definirla locale Brancaleone ma di comico qui non c'è
nulla, con questi signori in carcere da un anno e otto mesi".
Secondo l'avvocato "far passare la pizzeria La Rotonda di
Antonio Raso come centro di interessi criminali", è
profondamente ingiusto", anche perché "non parliamo della
pizzeria di Duisburg in Germania, dove sono state accoppate sei
persone, ma della pizzeria dove tutti siamo andati". Con la
'ndrangheta "gli errori non si pagano con le denunce ma con la
fine che ha fatto Salvatore Raso nel processo Altanum, ucciso a
fucilate".
Alessandro Giachino quindi "ha avuto la sfortuna di diventare
amico di Marco Di Donato, presentatogli da Prettico", rapporto
che "poi si è trasformato in un'amicizia familiare". La stesso
conversazione intercettata tra Marco Di Donato e Nicola Prettico
sul "taglio della coda" (affiliazione alla 'ndrangheta) di
Giachino "è un colloquio tra due burloni": il momento
dell'affiliazione "dovrebbe essere sacro" e nella cucina con
l'ambientale "c'erano almeno nove persone, tra cui cinque
figli".
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