"Non abbiamo la certezza che ci riusciremo, ma quello che stiamo cercando di fare è salvare l'Umbria dal baratro cui l'ha portata il centrodestra, soprattutto per quanto riguarda i conti della sanità": a sottolinearlo è stata la presidente della Regione Stefania Proietti che ha illustrato i motivi della proposta di manovra fiscale. "Sarebbe più semplice non fare niente e stampare quattro cartelli per dire che saremo commissariati per colpa di ha creato questo buco in cinque anni, ma questo non lo vogliamo fare. Noi ci proviamo, con una squadra di politici e di partiti coraggiosi chiedendo un sacrificio a chi può dare di più e meno a chi può dare di meno, mentre però va avanti lo sviluppo dell'Umbria" ha aggiunto.
La governatrice ha ribadito che "ci voleva un soggetto terzo per certificare il disavanzo". "Kpmg - ha spiegato Proietti - è il soggetto al quale è stato dato l'incarico (di verificare i bilanci della sanità - ndr) con una delibera di Giunta di un mese fa. Non è affare del politico poi vedere quando è stata caricata la procedura e sapere le date dell'atto gestionale.
Sbandierare quindi una determina dirigenziale, e ripeto non la delibera della Giunta con l'incarico, significa che stiamo parlando di questioni gestionali e non di politica. L'agone politico non può entrare nella parte tecnica di gestione dell'ente".
Per Proietti c'era "necessità" di un report "che attestasse quello che abbiamo visto, un disavanzo che ci ha spaventato e di cui anche il loro ex assessore alla sanità ha parlato". Un report non definitivo, ma di "prime evidenze" che alla Giunta Proietti è servito per abbozzare una prima manovra, visti anche i tempi "strettissimi" di cui ha parlato la presidente. "Abbiamo accelerato più possibile - ha affermato -, con le prime evidenze fornite il 17 marzo, cui ha fatto seguito la bozza di manovra del 21 marzo per arrivare al tavolo del Mef del primo aprile con uno scudo spiegando come sarà recuperato questo disavanzo conclamato. Prima di andare in Consiglio regionale avremo le seconde evidenze, con il report definitivo che sarà invece consegnato il 30 aprile". Proietti ha poi denunciato che la precedente maggioranza di governo “ha nascosto l’evidenza” visto che anche nel giudizio di parifica della Corte dei conti del 2022 “c’erano già segnali di allerta per come venivano usati i fondi per la sanità”. “La politica con la ‘P’ maiuscola avrebbe fatto tutto questo prima - ha sostenuto - perché la non azione significa non governare. Quel meno 243 milioni di euro non può più esistere”. “Quello che si potrebbe recuperare dalla parte di gestione sanitaria accentrata - ha detto ancora la governatrice - non riesce a compensare tutto il disavanzo di cui ci chiede conto il Governo, il Fondo di dotazione, come capitale sociale delle aziende, non può essere ora toccato dopo che è stato usato per anni, bloccato dal Mef, ed inoltre riversare risorse sulla sanità da altri fondi regionali per diminuire in parte il segno meno è una operazione che non vogliamo fare per non bloccare lo sviluppo della regione”. Per Proietti “un piano di rientro su 90 milioni di euro tecnicamente non era possibile visto il disavanzo strutturale”. La presidente ha però ricordato anche dove sono i margini per recuperare il disavanzo, con azioni in parte già messe in campo. “Per le liste d’attesa - ha detto - c’è stato un cambio di passo nonostante non ci siano i fondi che aveva a disposizione la Tesei fino allo scorso anno, ma abbiamo lo stesso utilizzato residui dal 2022 al 2024 non impiegati quindi in precedenza, con 41mila posti aperti senza mezzi e per questo ne siamo orgogliosi”. Ma per razionalizzare al meglio, ha sottolineato Proietti, serviva almeno un anno, tempo che la Giunta regionale non ha vista la scadenza del 15 aprile. “Solo la mobilità passiva - ha affermato - vale 36 milioni di euro, come si vede dai dati fino al 2018 che ci indicavano come regione campione con pazienti che venivano a curarsi da noi. Si metterà poi mano a riforme strutturali come quella della integrazione delle quattro aziende visto che finora hanno lavorato a compartimenti stagni”. A “salvare l’Umbria per scongiurare il commissariamento”, ha precisato in conclusione Proietti, “non sarà la Giunta ma l’Assemblea legislativa visto che la manovra passerà in aula dove ci sarà la possibilità per fare emendamenti ed accettare anche idee dalla minoranza”. “Ci impegniamo poi ogni tot mesi a raccontare dove andranno i prelievi della manovra” ha concluso.
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