Parte a Perugia il progetto "Rete
di argento" promosso in collaborazione tra Fondazione di Carità
San Lorenzo (ente capofila e braccio operativo della Caritas
diocesana), Comune, Usl Umbria 1 - Distretto del perugino,
polizia di Stato, associazione coordinamento centri socio
culturali e fondazione Santa Caterina Parlesca. Durerà un anno
ed è rivolto agli anziani con più di 65 anni, autosufficienti e
a tutti gli enti pubblici e del terzo settore impegnati a
promuovere iniziative volte a coinvolgerli in attività
aggregative territoriali e laboratoriali.
Si tratta di un progetto che affronta il crescente fenomeno
dell'invecchiamento demografico nell'ambito del quale solitudine
e isolamento sono fenomeni considerati preoccupanti. "Rete di
argento" ha l'obiettivo di contribuire ad impostare azioni
preventive e di contrasto ma anche protettive dei soggetti a
maggior rischio a partire dal riconoscere all'anziano il diritto
di avere un ruolo attivo nella società. Promuovendo - si spiega
in un comunicato della Caritas - lo sviluppo, il rafforzamento
ed il coordinamento delle risorse e delle sinergie attive e
attivabili nel territorio per innescare metodi e processi
finalizzati ad incoraggiare le esperienze aggregative e
l'invecchiamento attivo della popolazione anziana.
L'assessore alle Politiche sociali del Comune di Perugia,
Edi Cicchi, si è detta convinta che "il tema dell'invecchiamento
attivo sia tra gli elementi fondanti del sistema di welfare che
punta alla prevenzione e che oggi fa sempre più fatica a dare
risposte ad anziani fragili o non autosufficienti".
"La Polizia di Stato che rappresento nella provincia è
orgogliosa di essere partner dell'innovativo progetto Rete di
Argento" ha detto il questore Fausto Lamparelli. Che sottolinea
"l'importanza della collaborazione e della sinergia tra
istituzioni, forze dell'Ordine e cittadini per costituire
quell'importante rete di attori a supporto dell'invecchiamento
attivo e consentire alle persone anziane di partecipare a
convegni informativi utili alla prevenzione di reati che li
vedono purtroppo vittime di persone senza scrupoli che
approfittano delle fasce deboli della società per arricchirsi
illecitamente".
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