Una mostra fotografica racconta la
prima volta da sindaco di Firenze Giorgio La Pira (1904-1977) e
all'interno i 70 anni dallo storico salvataggio della fonderia
Pignone di Firenze e dei suoi 2.000 lavoratori nell'autunno del
1953, che resta, accanto ai percorsi di Pace, all'edilizia
popolare e alle politiche sociali, la sua grande intuizione. La
Pira coinvolse Enrico Mattei e l'Eni nella decisiva
riconversione industriale della fonderia. Proprio questo periodo
storico è al centro della rassegna 'La prima amministrazione La
Pira: 1951-1956' inaugurata oggi al Florence Learning Center
della Baker Hughes, la holding americana proprietaria del Nuovo
Pignone.
La Pira in quella crisi di 70 anni fa si adoperò per la
concreta attuazione dei principi sanciti dalla Costituzione,
alla cui stesura aveva partecipato: tra questi il lavoro,
momento fondativo della nostra Repubblica, garanzia di
un'esistenza libera e dignitosa, ma anche contributo del singolo
allo sviluppo economico-sociale della comunità e condizione per
una partecipazione piena alla cittadinanza democratica. Nella
visione di La Pira tutto questo si declina secondo l'annuncio
del Vangelo e porta con sé l'impegno ineludibile per dare
risposte ai bisogni dei più vulnerabili: il salvataggio del
Pignone e dei suoi lavoratori rappresentò una sintesi di questi
valori.
La mostra, con foto e documenti originali distesi su 18
pannelli, è arricchita anche da un filmato dell'epoca. Sono
materiali, in buona parte provenienti dalla Fondazione La Pira,
con cui si intende ripercorrere quegli orizzonti, cogliendone i
segnali di speranza e le aperture al futuro grazie al rilancio
del Nuovo Pignone nel segno del rapporto tra La Pira ed Enrico
Mattei. L'iniziativa, realizzata dalla Fondazione La Pira in
collaborazione con il Quartiere 5 di Firenze, è accompagnata
anche da due convegni su 'Trasformazione del lavoro e sfide del
terzo millennio' e su 'Dignità del lavoro e responsabilità
politica'.
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