Ottant'anni da Dino Zoff raccontati
tra ricordi, aneddoti ed emozioni. Il portiere della Nazionale
campione del mondo in Spagna nel 1982, a Radio Anch'io Sport,
torna indietro nel tempo per rivivere la magia di quell'estate
azzurra. "Sono abbastanza lucido nel limite degli 80 anni, il
ricordo ricorrente è la parata decisiva su Oscar con il Brasile
ai Mondiali del 1982. Vidi tutto in tre secondi, non avevo la
percezione se l'arbitro aveva visto bene perché i brasiliani già
festeggiavano. Perchè quel Mondiale sembra irripetibile? Quello
che successe in campo con grandi squadre e tanti gol su azione è
irripetibile, la spettacolarità con il nostro Mondiale vinto è
irripetibile con tutto il rispetto per gli altri Mondiali vinti
dall'Italia. E poi quella partita a carta con Pertini,
immaginate cosa potrebbe succedere oggi con gli uffici stampa.
Fu tutto merito del Presidente". A fare gli auguri in diretta
radiofonica a Zoff altri due campioni del mondo, protagonisti di
quell'estate indimenticabile per gli italiani che l'hanno
vissuta, Marco Tardelli e Antonio Cabrini. "Pentito d'aver dato
le dimissioni dopo gli Europei in Olanda? No, è il passato.
Quello che è stato è stato, non ero nelle condizioni di poter
fare diversamente". Lo sport e il calcio possono fare qualcosa
per la guerra in Ucraina? "Io sono - aggiunde Zoff - sono un
figlio della guerra e del dopo guerra, sicuramente serve la
presa di posizione del calcio e dello sport ma sempre nella
regola delle cose". Conclusione sul futuro con i playoff per
l'Italia di Mancini per poter andare ai Mondiali: "Siamo
campioni d'Europa - sottolinea Zoff - sappiamo tirare fuori il
meglio nelle difficoltà sono fiducioso"
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