Sì alle sanzioni a carico del
professionista che collabora con chi ''esercita abusivamente una
professione", e innalzamento delle multe previste per
l'esercizio abusivo dell'arte ausiliaria dell'odontotecnico,
stabilendo una pena amministrativa pecuniaria "da 10.000 a
25.000 euro". Queste le richieste che oggi Cna Sno e
Confartigianato Odontotecnici hanno espresso intervenendo in
audizione in Commissione Giustizia alla Camera, in relazione al
disegno di legge AC 2281 in materia di esercizio abusivo delle
professioni. Il testo, approvato al Senato, con riguardo alle
professioni e alle arti sanitarie contempla un sostanziale
inasprimento delle sanzioni con l'obiettivo di reprimere con
efficacia il fenomeno dell'abusivismo; difatti, la precedente
pena della reclusione fino a sei mesi o, in alternativa, della
multa da 103 a 516 euro viene sostituita dalla reclusione fino a
due anni e dalla multa da 10.000 euro a 50.000 euro, unitamente
alla pena accessoria della pubblicazione della sentenza e della
confisca delle attrezzature e degli strumenti utilizzati. La
proposta di legge, inoltre, ricorda la Cna, nei casi di omicidio
colposo e di lesioni personali colpose derivanti dall'esercizio
abusivo di una professione o di un'arte sanitaria, stabilisce
che siano applicate pene più severe (da tre a dieci anni di
reclusione per omicidio colposo e pene di reclusione variabili
secondo la gravità delle lesioni personali, nei casi più gravi
fino a quattro anni). Durante i lavori al Senato "è stato
soppresso il comma relativo alla previsione di sanzioni
espressamente mirate a colpire il "professionista che collabora
con colui che esercita abusivamente una professione" (reclusione
fino a due anni, multa da 10.329 euro a 51.646 euro e
interdizione perpetua dall'esercizio della professione). E,
invece, a giudizio delle associazioni, "tale disposizione
risultava mirata a reprimere il fenomeno dei cosiddetti
'prestanome' che consentono e 'coprono' l'esercizio abusivo da
parte di un altro soggetto". Tali condotte abusive, invece, è la
richiesta, "devono essere denunciate e perseguite in quanto
danneggiano l'immagine della categoria odontotecnica, generano
concorrenza sleale nei confronti degli operatori del settore e
costituiscono un pericolo potenziale per la salute dei
pazienti".
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