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700 aziende a Roma per conferenza ricostruzione Ucraina

700 aziende a Roma per conferenza ricostruzione Ucraina

L'inviato della Farnesina La Cecilia ad evento ambasciata in Usa

WASHINGTON, 23 ottobre 2024, 18:19

Redazione ANSA

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Almeno 3000 partecipanti, circa 700 tra aziende italiane, ucraine e internazionali (nella proporzione di un terzo a testa), 500 amministratori locali e altrettanti rappresentanti della società civile: sono i numeri degli 'stakeholder' che il governo italiano vuole portare alla Conferenza per la ricostruzione dell'Ucraina, che verra' ospitata a Roma il 10 e 11 luglio prossimi e che riunirà leader internazionali, anche del settore privato, per coordinare e facilitare la ripresa del Paese dopo le devastazioni dell'aggressione russa. A fornire i dati è stato l'inviato speciale della Farnesina per la ricostruzione dell'Ucraina Davide La Cecilia, parlando con la stampa italiana a margine di un evento ad hoc organizzato all'ambasciata del nostro Paese a Washington. Presenti anche il ministro delle finanze ucraino Serhii Marchenko, l'ambasciatrice d'Italia Mariangela Zappia e quella d'Ucraina Oksana Markarova, la sottosegretaria al commercio Usa Marisa Lago, l'assistant administrator di Usaid Erin McKee, nonchè la vice presidente della Banca Mondiale Antonella Bassani e il rappresentante del Fondo Monetario Internazionale in Ucraina Gavin Gray. All'evento ha partecipato anche Penny Pritzker, rappresentante speciale Usa per la ripresa economica dell'Ucraina.
    "Non sappiamo ancora se e quando ci sarà la pace ma diciamo alle aziende di essere pronte, di posizionarsi, di cominciare a vedere i partneriati piu' promettenti e chiaramente la conferenza di Roma sarà un'occasione unica", ha spiegato La Cecilia. In programma per il prossimo luglio c'è anche "un business forum che con una serie di workshop permettera' agli attori sia italiani che ucraini e internazionali di incontrare il governo di Kiev e di confrontarsi tra loro per mettere insieme delle partnership, avvicinandosi sempre di piu' agli investimenti e alla partecipazione alla ricostruzione". I settori essenziali, in base alle priorità stabilite da Kiev, sono l'energia, i trasporti, le infrastrutture, le costruzioni di abitazioni, la sanita', l'agribusiness, anche se - ha precisato rispondendo ad una domanda - "non ci sono stime o ragionamenti su quanto potrebbe guadagnare l'industria italiana". In contemporanea, ha riferito, "sta andando avanti la piattaforma dei donatori: abbiamo fatto una riunione a Roma il 9 ottobre scorso e per la prima volta abbiamo visto quella che chiamiamo single pipeline of project, una singola linea di progetti prioritarizzati dal governo di Kiev sui quali possiamo adesso lavorare iniziando a metterli a gara. C'è una piattaforma digitale che si chiama Dream ed è ampiamente consultabile.
    Insieme all'Ice abbiamo creato un portale ad hoc per le nostre aziende".
    Quanto alla stima della cifra necessaria per la ricostruzione, fissata in 500 miliardi di dollari a fine 2023, tra febbraio e marzo 2025 dovrebbe uscire una nuova valutazione aggiornata della Banca Mondiale aggiornata a tutto il 2024. La raccolta fondi si basa per ora sui 50 miliardi dell'Ukraine recovery facility ma la speranza, ha detto La Cecilia, "è che arrivino i 50 miliardi del prestito basato sui fondi russi congelati. Il Parlamento ha appena approvato il regolamento che vale da solo 35 miliardi, contiamo di finire il lavoro entro la fine dell'anno, come programmato nel summit G7 di Borgo Ignazia".
    Aprendo l'evento, l'ambasciatrice Zappia ha assicurato che "l'Italia è in prima linea a sostegno dell'Ucraina, a livello bilaterale, come presidenza del G7 e in ogni foro multilaterale, in difesa dei valori di democrazia, libertà e stato di diritto.
    Anche con la Conferenza sulla Ricostruzione dell'anno prossimo continueremo a svolgere un ruolo di primo piano. Ci concentreremo inoltre sulla preservazione del patrimonio culturale e la ricostruzione di centri storici e città, aspetti chiave del processo di ricostruzione".
   

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