Secondo il Fondo Onu per l'infanzia (Unicef), il conflitto nel sud del Libano tra Hezbollah e Israele ha costretto circa 30mila tra bambini e ragazzi ad abbandonare le loro case assieme alle loro famiglie.
In tutto,
secondo Unicef, i civili sfollati in Libano sono 90mila dopo più
di sei mesi di conflitto armato.
Nell'ultima relazione di Unicef si afferma che dall'inizio
dell'escalation a ottobre scorso, 8 bambini sono morti e 75 sono
stati feriti, come parte di un totale di 1.359 vittime.
Il conflitto ha danneggiato le infrastrutture civili,
rendendo ancora più difficile l'erogazione di servizi essenziali
come l'acqua e l'istruzione: sono stati colpiti 9 centri di
distribuzione idrica, mentre oltre 70 scuole sono state chiuse,
lasciando a casa circa 20mila studenti.
Più di 20 strutture
sanitarie sono state chiuse.
Edouard Beigbeder, rappresentante Unicef in Libano, esprime
"profonda preoccupazione" per le conseguenze a lungo termine
sulla sicurezza e l'istruzione dei bambini, sottolineando la
necessità di proteggerli secondo il diritto internazionale
umanitario.
Prima del conflitto, i servizi essenziali erano già
compromessi da una grave crisi economica iniziata nel 2019, con
mancanze in sanità e educazione aggravate dalla crisi
finanziaria.
Unicef interviene distribuendo aiuti essenziali alle famiglie
colpite, inclusi medicinali, kit igienici e alimenti. Sono stati
forniti anche carburante, acqua e vestiti, oltre a un sostegno
finanziario di emergenza a 85.000 persone, permettendo ai
bambini sfollati di continuare gli studi.
Beigbeder chiede un cessate il fuoco immediato e misure
aggiuntive per prevenire ulteriori sofferenze, rafforzando la
necessità di garantire educazione e protezione a tutti i bambini
in Libano.
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