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'Giù le mani', proteste anti Trump in Usa e nel mondo

'Giù le mani', proteste anti Trump in Usa e nel mondo

Folla a Dc, in Canada ed Europa, contro i tagli e per i diritti

WASHINGTON, 06 aprile 2025, 00:28

di Claudio Salvalaggio

ANSACheck
Protesta anti Trump a Boston, Massachusetts © ANSA/EPA

Protesta anti Trump a Boston, Massachusetts © ANSA/EPA

"Hands Off", Giù le mani: è lo slogan della più grande protesta anti-Trump e anti-Musk in Usa e nel mondo da quando The Donald è tornato alla Casa Bianca. Nei 50 Stati Usa e a Washington sono state organizzate oltre 1200 manifestazioni, mentre varie forme di contestazione sono andate in scena in vari Paesi stranieri, dal Canada al Messico, dalla Germania alla Francia, dalla Gran Bretagna al Portogallo e all'Italia, con iniziative tra l'altro a Londra, Parigi, Roma.

Le proteste hanno toccato varie città americane, da New York a Boston, da San Francisco a Portland. Ma l'epicentro è stata Washington, dove migliaia di attivisti - come ha constatato l'ANSA sul posto - si sono radunati sul National Mall sotto Washington Monument, a due passi dalla Casa Bianca. Una folla variopinta di tutte le età e con slogan originali, come se dopo tanto tempo lo smarrito popolo dem avesse ritrovato forza e creatività per la "resistenza", come recita uno dei cartelli all'ombra dell'obelisco. "Wake up and smell the coup" (Svegliatevi e sentite l'odore del golpe), "Trump golfs while Usa burns" (Trump gioca a golf mentre gli Usa bruciano), "Aren't you tariffied?" (Non sei soggetto a dazi?) sono alcuni degli slogan. Molti ammoniscono a "tenere giù le mani" dalla democrazia, dalla sanità e da tutto quello che è finito nel mirino di Trump e Musk, dipinti nei cartelli come due nazisti. I numeri non sembrano da record, come invece successe con la marcia delle donne che nel 2017 portò nella capitale Usa circa mezzo milione di persone poco dopo il primo giuramento del tycoon. Finora negli Usa le contestazioni sono state isolate e di tono minore, ma la rabbia sta crescendo dopo i tagli indiscriminati alla spesa pubblica, la stretta su diritti e libertà, nonché i dazi che - secondo molti economisti - rischiano di aumentare il costo della vita. Mosse che questa settimana hanno fatto precipitare il consenso del presidente al 43%, la percentuale più bassa dal suo insediamento.

Sul Mall sono arrivati migliaia di attivisti, scaricati da decine di bus provenienti da vari Stati americani. Presenti anche vari parlamentari dem, che tengono mini comizi: Jamie Raskin, Maxwell Frost e Ilhan Omar. "Questa si sta configurando come la più grande protesta di un solo giorno negli ultimi anni della storia americana", ha detto Ezra Levin, fondatore di Indivisible, uno dei gruppi che ha pianificato l'evento. Nel mirino l'agenda autoritaria del presidente, sostenuta da una oligarchia di miliardari. "Questa - ha aggiunto - è una manifestazione enorme che sta inviando un messaggio molto chiaro a Trump, Musk, ai repubblicani al Congresso e a tutti gli alleati del movimento Maga: non vogliamo che mettano le mani sulla nostra democrazia, sulle nostre comunità, sulle nostre scuole, sui nostri amici e sui nostri vicini".

"Questa è una mobilitazione nazionale per fermare la presa di potere più sfacciata della storia moderna", hanno spiegato gli organizzatori. "Trump, Musk e i loro compari miliardari stanno orchestrando un assalto totale al nostro governo, alla nostra economia e ai nostri diritti fondamentali, agevolati dal Congresso a ogni passo del percorso". "Vogliono fare a pezzi l'America, chiudendo gli uffici della previdenza sociale, licenziando i lavoratori essenziali, eliminando le tutele dei consumatori e sventrando Medicaid, tutto per finanziare la loro truffa fiscale miliardaria", hanno accusato, riferendosi ai maxi tagli delle tasse della prima presidenza Trump che ora il tycoon vuole prorogare. "Stanno consegnando i soldi delle nostre tasse, i nostri servizi pubblici e la nostra democrazia agli ultra-ricchi. Se non combattiamo ora, non ci sarà più nulla da salvare", denuncia un manifestante sul Mall.

All'iniziativa hanno aderito 150 gruppi, tra cui Human Rights Campaign, il più grande gruppo di sostegno alla comunità Lgbtq, Greenpeace, il Service Employees International Union, un sindacato che rappresenta due milioni di lavoratori. Nella capitale si sono tenuti anche un raduno pro-Ucraina e una marcia a favore della Palestina e della libertà di parola.    

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