"Non ci si può accontentare di compromessi al ribasso, eppure alcuni sembrano preferire il gioco delle briciole, gettando fumo negli occhi ai lavoratori, piuttosto che affrontare seriamente i problemi.
La verità è che i sindacati dovrebbero lavorare per unire, non per dividere, perché solo attraverso un'azione condivisa si potrà ottenere ciò che è giusto per chi lavora ogni giorno al servizio dei cittadini".
Così Marco Ceccarelli, segretario nazionale del
Sindacato delle professioni sanitarie Coina, commenta il mancato
accordo sul contratto del comparto sanità 2022-24 sottolineando
la necessità di un 'contratto dedicato' destinato solo ai
professionisti sanitari.
"La dignità di questi lavoratori non può essere mercificata
con piccole elemosine che non incidono nemmeno sulle loro
condizioni di vita quotidiane, a fronte di cifre lontane anni
luce dal costo della vita", afferma in una nota.
Ceccarelli denuncia come si sia cercato di "vendere come
'conquiste' cifre irrisorie e provvedimenti insufficienti",
evidenziando come l'incremento salariale per la maggior parte
degli infermieri sia "di circa 47 euro netti, una somma che non
può in alcun modo considerarsi un riconoscimento adeguato per
una categoria che sta vivendo la più grave emorragia di
professionisti degli ultimi vent'anni". E accusa alcuni
sindacati, "in particolare quelli firmatari della bozza", di
essersi lanciati in lotte intestine, "un vergognoso gioco di
accuse reciproche" con un solo risultato: "I professionisti
continuano a essere penalizzati, e la sanità pubblica, già in
difficoltà, rischia di crollare sotto il peso dell'incapacità di
trovare soluzioni efficaci". Coina chiede una revisione profonda
delle politiche sanitarie e retributive: "Occorre sedersi
nuovamente al tavolo delle trattative e trovare una intesa
dignitosa. È il momento di pretendere il giusto riconoscimento
per chi lavora ogni giorno in prima linea", afferma Ceccarelli.
"Unica strada per vedere la luce in fondo al tunnel è un
contratto 'dedicato', che noi invochiamo da tempo, destinato
solo ai professionisti sanitari, che devono uscire dalla bolgia
attuale. Solo così", conclude, "la parola valorizzazione avrà un
senso e non sarà solo un artifizio di cui fregiarsi a proprio
comodo".
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