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Sindacato professioni sanitarie, serve un contratto dedicato

Sindacato professioni sanitarie, serve un contratto dedicato

'Basta lotte su contratto.Dignità per lavoratori, non elemosine'

ROMA, 05 febbraio 2025, 11:07

Redazione ANSA

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"Non ci si può accontentare di compromessi al ribasso, eppure alcuni sembrano preferire il gioco delle briciole, gettando fumo negli occhi ai lavoratori, piuttosto che affrontare seriamente i problemi.

La verità è che i sindacati dovrebbero lavorare per unire, non per dividere, perché solo attraverso un'azione condivisa si potrà ottenere ciò che è giusto per chi lavora ogni giorno al servizio dei cittadini".

Così Marco Ceccarelli, segretario nazionale del Sindacato delle professioni sanitarie Coina, commenta il mancato accordo sul contratto del comparto sanità 2022-24 sottolineando la necessità di un 'contratto dedicato' destinato solo ai professionisti sanitari.
    "La dignità di questi lavoratori non può essere mercificata con piccole elemosine che non incidono nemmeno sulle loro condizioni di vita quotidiane, a fronte di cifre lontane anni luce dal costo della vita", afferma in una nota.
    Ceccarelli denuncia come si sia cercato di "vendere come 'conquiste' cifre irrisorie e provvedimenti insufficienti", evidenziando come l'incremento salariale per la maggior parte degli infermieri sia "di circa 47 euro netti, una somma che non può in alcun modo considerarsi un riconoscimento adeguato per una categoria che sta vivendo la più grave emorragia di professionisti degli ultimi vent'anni". E accusa alcuni sindacati, "in particolare quelli firmatari della bozza", di essersi lanciati in lotte intestine, "un vergognoso gioco di accuse reciproche" con un solo risultato: "I professionisti continuano a essere penalizzati, e la sanità pubblica, già in difficoltà, rischia di crollare sotto il peso dell'incapacità di trovare soluzioni efficaci". Coina chiede una revisione profonda delle politiche sanitarie e retributive: "Occorre sedersi nuovamente al tavolo delle trattative e trovare una intesa dignitosa. È il momento di pretendere il giusto riconoscimento per chi lavora ogni giorno in prima linea", afferma Ceccarelli.
    "Unica strada per vedere la luce in fondo al tunnel è un contratto 'dedicato', che noi invochiamo da tempo, destinato solo ai professionisti sanitari, che devono uscire dalla bolgia attuale. Solo così", conclude, "la parola valorizzazione avrà un senso e non sarà solo un artifizio di cui fregiarsi a proprio comodo".
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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