(di Maria Gabriella Giannice)
Le imprese possono chiedere la cassa
integrazione per coloro che si fermano, anche temporaneamente
nel corso della giornata, a causa delle temperature troppo
elevate. Il richiamo è di Inps e Inail dopo la morte di alcuni
lavoratori a causa del caldo estremo di questi giorni: due sono
deceduti solo giovedì scorso.
La misura è già in vigore da tempo, è stato ribadito in una
nota pubblicata sul sito dell'istituto previdenziale in cui si
indicano le linee guida per prevenire le patologia da stress
termico sui luoghi di lavoro. "I fenomeni climatici estremi
aumentano il rischio di infortuni sul lavoro e abbiamo dato una
pronta, urgente e necessaria risposta", ha affermato il ministro
del Lavoro Andrea Orlando. "Le imprese potranno chiedere
all'Inps il riconoscimento della Cigo quando il termometro
supera i 35 gradi centigradi. Ai fini dell'integrazione
salariale, però, possono essere considerate idonee anche le
temperature "percepite", precisa il ministro.
Soddisfatti i sindacati, in particolare il sindacato degli
edili della Cgil. "Con questo intervento di Inps ed Inail -
scrive Fillea - ci auguriamo che venga anche superata la scarsa
propensione delle aziende ad utilizzare questo strumento, dovuta
in parte anche all'incertezza del riconoscimento
dell'ammortizzatore da parte dell'Inps. Ora non ci sono più
scuse - prosegue il sindacato - le informazioni a disposizione
dei consulenti e delle imprese sono chiare e precise. Il lavoro
va fermato in presenza di temperature che superano i 35 gradi o
percepite come tali, permettendo così di proteggere la salute e
la vita dei lavoratori nei cantieri, nelle cave, nelle
fabbriche".
Per quanto riguarda le prestazioni Cigo erogate, fanno sapere
dalla stessa Inps, va indicata la causale "eventi meteo" anche
in caso di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa a
causa delle temperature elevate. In merito alle temperature
"percepite", queste sono più elevate rispetto a quelle reali,
tenuto conto della particolare tipologia di lavorazione in atto.
Ne sono esempio i lavori di stesura del manto stradale, i lavori
di rifacimento di facciate e tetti di costruzioni, le
lavorazioni all'aperto che richiedono indumenti di protezione,
ma anche tutte le fasi lavorative che, in generale, avvengono in
luoghi non proteggibili dal sole o che comportino l'utilizzo di
materiali o lo svolgimento di lavorazioni che non sopportano il
forte calore. L'Inps precisa che l'azienda, nella domanda di
Cigo e nella relazione tecnica, deve solo indicare le giornate
di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa e
specificare il tipo di lavorazione in atto nelle giornate
medesime, mentre non è tenuta a produrre dichiarazioni che
attestino l'entità della temperatura, né a produrre i bollettini
meteo. Inoltre, indipendentemente dalle temperature rilevate nei
bollettini, l'Inps riconosce la cassa integrazione ordinaria in
tutti i casi in cui il responsabile della sicurezza dell'azienda
dispone la sospensione delle lavorazioni in quanto ritiene
sussistano rischi o pericoli per la sicurezza e la salute dei
lavoratori, ivi compresi i casi in cui le sospensioni siano
dovute a temperature eccessive.
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