"Quella dell'Africa è una priorità
spesso declinata a livello internazionale. L'Ocse spesso non ha
una buonissima fama nel Continente africano, viene visto come il
club dei Paesi ricchi. Però quello che abbiamo percepito, sia
all'interno dell'Ocse che in Africa, è un desiderio di guardare
a quello che l'Ocse può fare nel continente africano". Lo ha
detto in un forum all'ANSA, l'ambasciatore Antonio Bernardini,
Rappresentante Permanente d'Italia nelle Organizzazioni
Internazionali a Parigi, alla vigilia della conferenza
ministeriale Ocse nella capitale francese, evento dell'anno per
l'Organizzazione, quest'anno presieduta dall'Italia.
"L'Ocse - ha proseguito - non ha risorse finanziarie. E' una
grossa cassaforte di politiche, ha una grossa capacità di poter
consigliare e discutere con i Paesi africani delle politiche
migliori da adottare all'interno dei Paesi che riguardano il
settore degli investimenti, le politiche educative, della
salute, della tassazione tutte importanti per il buon
finanziamento del Paese".
"Abbiamo proposto agli africani di lanciare un partenariato
decidendo di comune accordo le aree di collaborazione dove
l'Ocse ha una sua particolare capacità di offrire consiglio e
supporto. D'altra parte, gli africani hanno le loro strategie. E
sono interessati innanzitutto ad attivare investimenti stranieri
europei che a noi non può che farci piacere e favorire. Inoltre,
hanno anche l'esigenza di fare in modo che quelle situazioni
positive nel continente africano che si stanno sviluppando
vengano valutate per quelle che sono e cioè come dei progressi
rispetto a un'immagine molto spesso negativa. Dunque, c'è
un'agenda positiva da costruire tra l'Ocse e i Paesi africani
che è concepita su basi diverse, una base di dialogo che punta
alle attività delle politiche per una vita migliore", ha
aggiunto l'ambasciatore.
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