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Don Gallo, un fumetto per ricordarlo

Don Gallo, un fumetto per ricordarlo

Claudio Calia racconta il prete genovese morto nel 2013

ROMA, 16 giugno 2023, 19:51

Redazione ANSA

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CLAUDIO CALIA, 'ALLARGO LE BRACCIA E I MURI CADONO' (FELTRINELLI COMICS, PP. 160, EURO 19) Una graphic novel per ricordare Don Andrea Gallo, nel decennale della scomparsa: nato nel 1928 e morto nel 2013, il sacerdote ligure è stato sempre dalla parte degli ultimi, era il prete di strada.
    Il volume s'intitola 'Allargo le braccia e i muri cadono', frase di Don Gallo. L'autore del libro è Claudio Calia, veneto, classe '76, fra i maggiori esponenti italiani del giornalismo a fumetti.
    'Quello di cui abbiamo bisogno, in questo periodo di crisi, è sognare un nuovo mondo. Un mondo che non parta dal denaro, ma dall'uomo', afferma Don Gallo in una vignetta; è seduto in cucina, sciarpa rossa al collo e sigaro tra le dita.
    Gallo parla della sua Chiesa ideale:'Se la Chiesa si dichiara cristiana e cattolica, cioè universale, dovrà essere una chiesa povera. Nel senso che la sua opzione preferenziale dovrà essere anzitutto quella di dare voce ai poveri'. Il libro riporta le testimonianze di chi Don Gallo lo ha conosciuto. Tra i suoi amici anche personaggi celebri: Fabrizio De André, Vasco Rossi, Dori Ghezzi, Don Ciotti. 'La sua forza era la persuasione - racconta Dori Ghezzi -. Non costringeva nessuno a comportarsi in un certo modo, ma l'autostima che sapeva infondere in chi aveva davanti portava le persone, soprattutto le più fragili, a non farsi del male'. Don Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova, che accoglie tossicodipendenti e tutti coloro che si trovano in difficoltà. Una vita intera ad abbattere ogni barriera, esortando a 'costruire ponti e non muri'. Amava ripetere: 'chi rifiuta l'altro perde una parte di sé'. Invitava a tenere il cuore aperto a tutti perché ogni incontro rende migliori e più umani.
    L'undicesimo comandamento per Don Gallo era 'Onora la madre terra'. 'Ogni giorno - spiegava - assistiamo al suo scempio e a quella ingiustizia colossale per cui le sue risorse sono nelle mani di pochi avidi'.
   

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