UN ANNO DI STORIE. UN PAESE È LE
STORIE CHE RACCONTA
(TRECCANI LIBRI, FUORI COLLANA, PP 400, EURO 29). Ripercorrere
il 2023 attraverso romanzi, racconti, narrazioni. È possibile
farlo con il primo annuario Treccani dedicato all'editoria
Italiana: 'Un anno di storie', in libreria dal 24 novembre. Il
volume attraverso dati, connessioni, saggi, stralci di articoli
di rilievo usciti sulla stampa, racconti inediti, una
ricchissima mappatura e cronologia dei fatti e dei libri più
rappresentativi dell'anno, racconta l'umore del paese, rivela le
domande più urgenti, i desideri e le speranze di una comunità.
Ogni anno vengono pubblicati in Italia circa 80.000 nuovi
titoli: si tratta soprattutto di storie, raccontate in molte
forme e rivolte a un pubblico sempre più segmentato. Ai libri si
sommano serie tv, esperienze che nascono sui social o nei social
trovano compimento. In questo orizzonte
narrativo sempre più fitto e articolato, il rischio del
disorientamento è forte. Ci sono anche le schede di venti tra i
libri più rappresentativi dell'anno: a gennaio 2023 ecco Spare
(Mondadori), a febbraio Mi limitavo ad amare te' (Feltrinelli)
di Rosella Postorino, a marzo 'Profondo
come il mare, leggero come il cielo, qualunque cosa voglia dire'
(Mondadori) di Gianluca Gotto. A giugno le 533 pagine di Elp
(Sellerio) di Antonio Manzini fino ad arrivare a settembre ad
Isabel Allende con il suo nuovo romanzo, Il vento conosce il
mio nome (Feltrinelli) che "combatte, e batte, il generale
Roberto Vannacci e il suo libro auto-prodotto Il mondo al
contrario, entrando in classifica direttamente al primo posto"
scrive Beppe Cottafavi.
Quali storie racconta oggi il paese? Quali sono i temi, le
tendenze, le linee di ricerca? Che cosa indica o rappresenta il
successo di un certo genere editoriale? La vetrina dei premi
letterari che cosa mette in rilievo?
Domande, risposte, dati, eventi che costellano una stagione
letteraria e che questo libro ricostruisce, seguendo
l'evoluzione di un immaginario pubblico in continuo cambiamento.
Grandi autori e autrici, studiosi e studiose esplorano il
paesaggio della narrativa e delle narrazioni: la "fame" di
storie vere, la fortuna degli pseudonimi, il cambiamento
climatico per come è rappresentato (o non rappresentato) nei
romanzi e nel dibattito pubblico. E ancora: la temperatura
emotiva di un paese che invecchia, il modo in cui cerchiamo le
parole per raccontare la violenza sulle donne, gli anniversari
come carburante (davvero efficace?) dell'editoria letteraria (la
marcia su
Roma, Manzoni, Calvino, Pasolini), l'exploit dei libri
autoprodotti. E un affondo su ciò che raccontiamo poco o male,
su aspetti della società poco evocati nella narrativa.
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