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Tutto esaurito a Pesaro per Gino Cecchettin e "Cara Giulia"

Tutto esaurito a Pesaro per Gino Cecchettin e "Cara Giulia"

'Il mondo mi aveva insegnato che gli uomini non piangono'

PESARO, 26 febbraio 2025, 19:59

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Gino Cecchettin, padre di Giulia, la ragazza uccisa dall'ex fidanzato l'11 novembre del 2023, ha fatto tappa a Pesaro per presentare il libro "Cara Giulia: quello che ho imparato da mia figlia". Due gli appuntamenti: con le scuole al teatro sperimentale e al cinema Loreto, aperto a tutti. Un terzo incontro in programma questa sera nel comune vicino di Vallefoglia, al teatro Santi. Tutto esaurito, in tutte e tre location. Cecchettin, è stato accolto da una standing ovation una volta entrato nel cinema. Prima del suo intervento, moderato dalla giornalista Silvia Sinibaldi, gli studenti del "Marconi School Musical" hanno tributato a lui e a Giulia delle letture e una canzone sul contrasto alla violenza di genere e l'importanza del ruolo di Giulia e di suo padre per la loro vita sentimentale e personale di giovani studenti. L'appello del sindaco di Pesaro, Andrea Biancani: "sconfiggere l'indifferenza sempre, non soltanto in certe situazioni ma anche nel quotidiano" parlando di "piccoli segnali che possiamo cogliere e di cui dobbiamo interessarci per farcene carico".
    "Giulia è la vera interprete di questo libro, io sono solo la voce con la quale lei si esprime - dice Gino Cecchettin - trovo ispirazione in ciò che ha fatto lei perché altrimenti da solo non avrei mai potuto scrivere questo libro - aggiunge - io faccio parte del banco degli imputati delle ipocrisie di cui parliamo oggi, perché le ho riscontrate in me e purtroppo, per riconoscerle, devi provare dolori importanti come nel mio caso o trovare qualcuno che ti istruisca".
    Un esempio è "l'ipocrisia della maschera dell'uomo forte che non deve provare emozioni" poiché "indossandola non ho pianto per la morte di mio nonno" specificando che "provavo dolore ma il mondo mi aveva insegnato così, che gli uomini non piangono" fino a che "non ho conosciuto Monica, mia moglie che, piano piano, ha fatto uscire fuori il vero Gino" tuttavia "è stata anche questa mia razionalità a fermarmi quando Giulia è scomparsa, perché ho pensato che se avessi dato di matto non avrei più saputo come gestirmi" così "mi sono chiesto come controllare tutti quei sentimenti negativi" e "ho trovato la risposta in una foto di Giulia, perché guardandola ho sorriso ed ho pensato ai 22 anni belli vissuti con lei, comprendendo che la risposta a quell'odio erano il bello e l'amore" così "ho imparato da Giulia, quando provavo odio guardavo la sua foto fino a comprendere che, come mia figlia, avrei dovuto aiutare gli altri". "Quando la vicenda ha avuto un respiro nazionale mi sono detto che quei valori sociali e quell'attenzione mediatica sul problema non dovevano andare smarriti - afferma - così mi sono promesso che avrei portato avanti questo per corso, per cercare di fare, insieme a tutti, un passettino in più verso una società di uguaglianza tra maschi e femmine".
   

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