(di Mauretta Capuano)
BENJAMIN LACOMBE, CECITÉ MALAGA
(MONDADORI, PP 40, EURO 22.00)
Cieca, priva di memoria e senza passato, Cecité Malaga
diventa funambola in un immaginario circo. Eseguiva numeri
"sempre più pericolosi danzando sul proprio abisso" e la gente
voleva ammirarla. Ogni sera un trionfo da togliere il fiato,
fino alla caduta che le fa ricordare tutto e riaprire gli occhi.
Nel suo nuovo albo illustrato come un'opera d'arte, Benjamin
Lacombe ci fa vivere attraverso un forte impatto sensoriale la
storia di 'Cecité Malaga' (Rizzoli), una ragazzina che si perde,
ritrova la gioia di vivere e "dovrà ricostruirsi una vita
diversa".
E' un viaggio simbolico "in cui si parla di accettazione del
cambiamento, in un certo qual modo anche di attualità, ma in una
forma che utilizza metafore e personaggi" spiega all'ANSA
Lacombe, autore e illustratore francese, tradotto e premiato in
numerosi Paesi, che ha esposto i suoi lavori nelle più
importanti gallerie del mondo e firmato i suoi primi libri di
fumetti e illustrazioni a 19 anni. "Ho voluto giocare di
rottura. I nostri sensi si svegliano anche attraverso la tecnica
e l'uso del colore che utilizzo nel libro: nero su bianco,
bianco su nero e passando da un tocco più leggero a uno più
violento ed espressionista. E' il mezzo che ho voluto utilizzare
per esprimere questo risveglio" racconta Lacombe che ha
impiegato dieci anni, tra sospensioni e riprese, per finire
questo albo destinato ai lettori e lettrici dai 10 anni, ma di
grande impatto per tutti.
Egli stesso ha vissuto in prima persona, tre anni fa,
l'esperienza di perdere la vista temporaneamente, dopo un forte
dolore. "Il fatto di aver perso la vista non è all'origine di
questo libro. L'idea è nata prima parlando con la mia editor di
allora che si chiamava Francoise Mateu e che purtroppo è
mancata. Lo stress e il dolore provocato da questa perdita,
successiva alla morte del mio cane Virgile, mi ha reso cieco per
qualche ora. Non dimenticherò mai la sensazione di panico, il
terrore. Avevo accantonato sia l'idea di questo libro che la
scrittura, ma succedeva sempre qualcosa che mi riportava a
questa storia. E alla fine, dopo una elaborazione di più di
dieci anni, Cecité Malaga è finalmente uscito. L'idea con cui ho
costruito anche tecnicamente l'opera mi è venuta in mente, prima
di tutto, visitando la mostra Douleur Exquise di Sophie Calle
che racconta di un incontro mancato tra un uomo e una donna. Lei
lo aspetta e lui con una telefonata avvisa che non si presenterà
e questa cosa fa sprofondare la donna nel dolore. Dal punto di
vista tecnico-artistico è reso sotto forma di tessuto stampato
prima nero su bianco e poi a mano a mano che il dolore si
intensifica nero su nero fino a raggiungere un'oscurità. Questo
ha profondamente segnato la partenza di Cecité Malaga dove
all'inizio ci sono fogli scuri che impediscono la visione
dell'immagine come se ci fosse un velo posato sugli occhi"
spiega Lacombe che vive e lavora a Parigi. "E' risaputo che
perdendo la vista le persone affinano altri sensi. E'
interessante capire come la perdita della fisicità e libertà,
come quella vissuta durante la pandemia, ci abbia permesso di
affinare e scoprire altre modalità. Ci ha mostrato altri mondi e
questa è di per se una forma di resilienza" dice l'artista che
ama lavorare intorno alle figure femminili. "Perché utilizzo
così tante donne nei miei libri? Una spiegazione potrebbe essere
nella mia famiglia che è matriarcale. Ho due sorelle molto forti
e adoro le donne forti. Una figura che ha avuto un impatto molto
grande sulla mia sensibilità è quella di Frida Kahlo. C'è una
forza e una fragilità in queste donne che è anche un po' quella
di Cecité Malaga" sottolinea Lacombe che con Rizzoli ha
pubblicato molti libri illustrati, l'ultimo dei quali è Bambi.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA