Sono 708, provenienti da ogni regione
d'Italia come da altri Paesi europei, le opere candidate alla
seconda edizione del Premio DeA Planeta. I candidati sono autori
di ogni età, sia esordienti sia già pubblicati, particolarmente
rappresentata è la fascia 45-54 anni. E sono 274, il 40%, coloro
che hanno deciso di utilizzare uno pseudonimo. Tutti i generi
letterari sono rappresentati.
"Siamo molto contenti che, dopo i riscontri positivi della
prima edizione, anche la seconda abbia visto un ampio numero di
partecipanti inviare il loro testo e siamo anche curiosi di
conoscere il vincitore, che speriamo possa ottenere lo stesso
riscontro di pubblico e critica già raggiunto dal romanzo di
Simona Sparaco, prima vincitrice" dice Gian Luca Pulvirenti,
amministratore delegato di DeA Planeta Libri.
Nel mese di aprile sarà annunciata la cinquina finalista. Il
20 aprile 2020 sarà proclamato il vincitore, scelto dalla giuria
composta da Pietro Boroli, presidente di De Agostini editore,
Claudio Giunta, docente e scrittore, Rosaria Renna, conduttrice
radiofonica e tv, Manuela Stefanelli, direttrice libreria Hoepli
e Simona Sparaco, vincitrice prima edizione.
Lanciato il 25 settembre del 2018, il Premio DeA Planeta si è
posto da subito come una novità assoluta nel panorama del
mercato editoriale italiano e ha visto la vittoria di Simona
Sparaco con il romanzo 'Nel silenzio delle nostre parole' che
era stato presentato con lo pseudonimo di Diego Tommasini e ha
venduto oltre 50.000 copie.
Ideato dalla casa editrice DeA Planeta Libri, prendendo
ispirazione dal successo dell'esperienza spagnola del Premio
Planeta, il premio ha come obiettivo quello di offrire al grande
pubblico romanzi di qualità. Due le caratteristiche principali:
lo sbocco internazionale garantito all'opera vincitrice e il
montepremi del valore economico di 150.000 euro.
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