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Jia Zhangke, 'le donne nella società cinese sempre più libere'

Jia Zhangke, 'le donne nella società cinese sempre più libere'

Il regista Leone d'Oro torna con Generazione Romantica

ROMA, 27 marzo 2025, 19:12

di Francesca Pierleoni

ANSACheck
- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Vent'anni di cambiamenti in Cina, dal 2001 al 2022, in piena pandemia, attraverso un amore che si interrompe ma non scompare. È lo straordinario viaggio, sociale e intimo, fra crisi industriali, rivoluzioni economiche, boom digitale e isolamento in Generazione Romantica di Jia Zhangke, il regista Leone d'Oro a Venezia nel 2006 con Still Life. Il film, che aveva debuttato in gara a Cannes 2024, arriva in sala dal 17 aprile con Tucker Film. Il cineasta costruisce il racconto fondendo materiali su momenti di vita quotidiana e di aggregazione che ha iniziato a girare dal 2001, "con la mia prima fotocamera digitale, senza avere in mente un'idea prestabilita. Poi, durante la pandemia, ho capito di poterci lavorare e unendo anche spezzoni di miei film che non avevo utilizzato nuove riprese ho compreso di poter realizzare un ritratto più moderno e attuale della società" spiega a Roma Jia Zhangke che parteciperà a varie anteprime del film, compresa una con Nanni Moretti al Nuovo Sacher di Roma il 31 marzo.

Ambientata all'inizio del nuovo millennio, nella città di Datong, in una Cina nel pieno di una trasformazione, economica e sociale, la trama ha al centro il rapporto amoroso tra Bin (Li Zhubin) e Qiaoqiao (Zhao Tao, moglie e musa del regista). Il legame entra in crisi quando l'uomo decide di trasferirsi in un'altra città per entrare nel nuovo flusso di soldi e affari. Un confronto, quello tra i due, scandito da un'altra dolorosa tappa cinque anni dopo, nel 2006, e infine nel 2022. Il doppio ritratto maschile e femminile racconta anche la presa di consapevolezza più profonda da parte di Qiaoqiao: "Non posso dire che le donne in tutta la Cina abbiano raggiunto la stessa libertà sociale degli uomini, perché ci sono ancora degli ostacoli, ma è un percorso che va sempre più avanti. Oggi ci sono anche molte registe donne che parlano delle situazioni difficili che hanno vissuto. È pure il motivo per cui il film di Paola Cortellesi C'è Ancora Domani sta avendo un enorme successo in Cina. Le donne stanno prendendo sempre più coscienza dell'importanza di avere quel potere sociale". La storia, che ha richiesto tre anni di montaggio, proprio per la varietà di filmati e formati utilizzati, "parte nel 2001 e parla di persone in pieno cambiamento, di un momento della società nella quale trovo ci fosse più vitalità e passione e finisce nel 2022 in un periodo nel quale quell'energia si sente meno". È un percorso, aggiunge, "dalla vitalità del 2001 al confinamento digitale della pandemia. Mi ha fatto pensare alla fine di un'epoca e di una cultura, un po' come alla fine della seconda guerra mondiale".

Con il Covid "è rimasto tutto fermo tranne la tecnologia (passaggio reso nel film anche dall'incontro in un centro commerciale della protagonista con un efficientissimo robot parlante, creato con programmi di intelligenza artificiale ndr), è come se fossimo entrati in qualcosa d'ignoto. Poi è tutto ripreso, ma i muri che si sono creati li sento ancora, dobbiamo capire come procedere in questo futuro", dice ancora il regista. Un viatico, quello della storia, nel quale socialmente il personaggio maschile si identifica "nel successo lavorativo ed economico che ha, mentre la donna, tenuta a livello sociale più in penombra, viene meno sopraffatta da fattori esterni e riesce a rimanere fedele ai suoi valori". Temi che tornano nel prossimo film di Zhangke: "Sarà un road movie, e racconterò un argomento che mi affascina, le donne in viaggio, quelle che per fare una vita migliore lasciano la propria terra e vanno in altre realtà".

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