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Mostre, Lippo di Dalmasio e le arti a Bologna tra '300 e '400

Mostre, Lippo di Dalmasio e le arti a Bologna tra '300 e '400

Una trentina di opere tra dipinti, sculture, manoscritti miniati

BOLOGNA, 16 novembre 2023, 11:18

Redazione ANSA

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La prima mostra dedicata alla figura di Lippo di Dalmasio, il più celebrato dei pittori bolognesi del tardo Medioevo, documentato a Pistoia e a Bologna dal 1377 al 1410, sarà allestita dal 18 novembre al 17 marzo al Museo medievale di Bologna. Attraverso una trentina di opere, tra dipinti, sculture e manoscritti miniati, la mostra intende ripercorrere l'attività di questo maestro, facendo riferimento al contesto artistico locale. Figlio del pittore Dalmasio e nipote del noto artista Simone di Filippo Benvenuti, detto Simone dei Crocifissi, Lippo appartenne alla prestigiosa famiglia degli Scannabecchi. Come il padre fu a lungo attivo in Toscana, dove è probabile abbia intrapreso la sua attività, ottenendo le sue prime importanti commissioni. Un'esperienza che incise sulla sua prima formazione, portandolo poi a svolgere un importante ruolo di raccordo artistico tra i due versanti dell'Appennino.
    La mostra, a cura di Massimo Medica e Fabio Massaccesi, è composta da due sezioni. La prima ripercorre i problematici inizi dell'artista, facendo riferimento ai rapporti allora intercorsi tra Bologna e la Toscana, documentati anche nell'ambito della scultura (Andrea da Fiesole) e della miniatura (Don Simone Camaldolese e Lorenzo Monaco). La seconda illustra l'attività dopo il suo rientro a Bologna, nel corso degli anni novanta del Trecento: appartiene a questo momento l'anconetta Lambertini firmata e datata 1394 (Bologna, Pinacoteca Nazionale) esposta per la prima volta a fianco delle ante laterali, oggi conservate al Museo Stibbert di Firenze; sempre da Firenze proviene da Casa Siviero una inedita Croce dipinta, presentata a confronto dell'altra Croce delle Collezioni Comunali d'Arte di Bologna, ugualmente attribuita a Lippo. Questa sezione si avvale anche del confronto con le opere di alcuni dei più noti miniatori (Nicolò di Giacomo, Giovanni di Fra Silvestro) e pittori del momento come documentano le tavole esposte di Simone dei Crocifissi e di Jacopo di Paolo. Artisti con cui Lippo ebbe occasione di interagire, come dimostra anche il polittico dei Pii Istituti Educativi (Bologna, Pinacoteca Nazionale), in parte segnato da un corposo neogiottismo.
   

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