'Viola! Pablo Echaurren e gli indiani metropolitani' è la mostra, in cartellone al Mambo di Bologna dal 28 gennaio al 14 maggio, che offre l'occasione di approfondire il rapporto dell'artista romano 72enne Echaurren con il contesto bolognese, con una selezione di lavori realizzati tra il 1977 e il 1978: pagine del quotidiano Lotta Continua, collage, fanzine e illustrazioni ispirate agli avvenimenti e alla poetica del '77.
In esposizione anche un gruppo di 'quadratini' (gruppi di disegni della dimensione di un francobollo), realizzati nella prima metà degli anni Settanta, la cui produzione è stata abbandonata proprio dopo gli avvenimenti di quell'anno così cruciale per Bologna.
Esulano dal
biennio '77-78 alcuni assemblage raccolti all'interno di
scatole, appartenenti a una produzione recente (2020-22),
incentrata sulle scoperte scientifiche legate all'uomo di
Neanderthal, ma che tornano anche a riflettere sull'esperienza
degli anni Settanta (quasi un passaggio di testimone tra indiani
metropolitani e neanderthaliani metropolitani). Tutti i lavori
proposti provengono dall'archivio dell'artista a Roma e alcuni
sono esposti per la prima volta. Viene presentata anche una
videointervista realizzata dalla bibliotheca Hertziana-Istituto
Max Planck per la storia dell'arte nell'ambito del progetto Rome
Contemporary, diretto da Tristan Weddigen, che ha iniziato nel
2021 una collezione digitale di controcultura, rendendo
accessibili online pubblicazioni rare sull'arte e la politica in
Italia negli anni Sessanta e Settanta dall'archivio della
Fondazione Echaurren Salaris, a cui si è attinto per la stampa
dei materiali in mostra. 'Viola!', il titolo dell'esposizione, è
un'esortazione a violare, a rompere le barriere tra le
discipline, i codici, gli schemi, per tentare di realizzare
quella fusione utopica di arte e vita professata dalle
avanguardie, che durante una breve ma prolifica stagione tra il
'77 e il '78 sembra realizzarsi.
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