Manhattan acquista un nuovo polo dell'arte contemporanea: in un momento di vertiginosi cambiamenti nel settore, gli spazi su Madison Avenue lasciati liberi dai grandi magazzini Barney's ospiteranno da novembre Art House, un luogo pensato per ospitare mostre temporanee, incontri, conferenze e una nuova serie di fiere.
Dietro l'iniziativa ci sono Michael Plummer, Jeff Rabin e
Geoff Fox, il trio che ha portato a New York la grande fiera
dell'arte europea Tefaf.
"Art House sara' un ibrido", ha detto
Plummer al sito ArtNews: "I due piani piu' bassi dell'edificio
serviranno ad ospitare eventi nelle stagione delle fiere mentre
quelli piu' alti potranno essere affittati a gallerie locali con
contratti sia a breve o lungo termine".
Per decenni Barney's era stato una parte essenziale dello
shopping a Manhattan. Protagonisti di 'Will and Grace' e 'Sex
and the City', gli otto piani della flagship su Madison, aperta
nel 1993 su un progetto di Peter Marino, avevano fatto conoscere
agli americani griffe come Armani, Alaia, Comme des Garcons,
Louboutin e Zegna.
Vittima dell'e-commerce, due anni fa la "mecca della moda"
era andata in bancarotta e l'anno scorso aveva chiuso i
battenti. Il nuovo progetto tenta ora di replicare la prima
parte di quell'esperienza nel mondo dell'arte mettendo in
vendita pezzi di alta gamma proposti da fonti disparate ma tutti
sotto lo stesso tetto. Il target sono le gallerie medio-piccole
che si sentono ogni giorno piu' minacciate dai colossi
dell'arte: "I grandi dealer stanno diventando sempre piu'
grandi", ha detto Rabin pensando, senza menzionarli, a Pace,
David Zwirner o Larry Gagosian: "Mentre le fiere sono troppo
costose. La gente e' stanca di viaggiare, soprattutto nell'era
del Covid".
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