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Sawaya, un ex avvocato e l'arte democratica del Lego

Sawaya, un ex avvocato e l'arte democratica del Lego

Nuove opere a Roma con 'The art of the brick'

ROMA, 10 dicembre 2016, 10:47

Paola Mentuccia

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

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ROMA - "Mi sono reso conto che tornavo a casa dal mio lavoro a New York e avevo bisogno di una via di fuga. Ho iniziato a dipingere e a scolpire ma poi mi sono detto: 'Ma perche' non tornare a quei mattoncini che cosi' tanto sono stati importanti nella mia vita?'. E cosi' ho cominciato a utilizzarli come medium artistico". Nathan Sawaya ha ricevuto il suo primo set Lego quando aveva cinque anni, come regalo di Natale da parte dei nonni. "Ho impiegato pochissimo tempo ad aprirlo e a montarlo", racconta. Circa dieci anni fa ha capito che non poteva rinunciare all'immaginazione e ha deciso di lasciare la sua carriera di avvocato per costruire sculture in mattoncini Lego.

La mostra "The art of the brick", fino al 26 febbraio 2017 nello spazio AuditoriumExpo dell'Auditorium Parco della Musica, espone, per la seconda volta a Roma, le opere dell'artista statunitense, con alcune novita' rispetto all'allestimento del 2015. "Sono 70 sculture, - ha detto Sawaya - alcune nuove e altre che fanno parte della mia storia di artista. Tutte hanno la particolarita' di essere costruite con mattoncini Lego". La scelta di questo materiale, appartenente ai ricordi e all'immaginario comune legato al gioco, si fonda su due ragioni. "Prima di tutto, - ha spiegato l'artista - c'e' un motivo di tipo tecnico: la magia legata ad avere degli oggetti cosi' definiti, con angoli netti, che diventano curve nel momento in cui ci si allontana e si guarda l'opera da un'altra prospettiva". La seconda ragione e' legata, invece, all'accessibilita' di questo tipo di arte: "Tutti possono utilizzare i Lego, tutti ci hanno giocato almeno una volta nella vita e li hanno in casa - ha detto Nathan Sawaya - e io voglio elevare questo semplice giocattolo a un ruolo che non ha mai occupato prima".

Dalla figura umana, con espressioni legate alla riflessione e alla ricerca di se', alla riproduzione di celebri opere d'arte, come "Il bacio" di Gustav Klimt, o di sculture classiche come il "Discobolo" di Mirone, fino a imponenti installazioni, come lo scheletro di T-Rex, costruito con oltre 80 mila mattoncini. "Mi ha impegnato per un'intera estate - ha commentato Sawaya - e mi ha fatto quasi diventare matto realizzarla. Alla mia prima personale moltissimi visitatori erano bambini, ho voluto ringraziarli creando una scultura che potessero apprezzare proprio loro: cosa avrebbe funzionato meglio di un dinosauro?". La magia delle opere, scolpite e modellate non sul marmo, la creta o la ceramica, ma con i mattoncini Lego, e' simile all'effetto delle grafiche 8 bit dei videogame anni '80: "Si puo' parlare di una pixelizzazione dell'immagine poiche' e' fatta di molti piccoli pezzetti che hanno angoli retti ma quando ci si allontana l'immagine acquista definizione", ha detto l'ex avvocato statunitense.

L'artista, che ha gia' esposto le sue opere in tutto il mondo, da New York a Los Angeles, da Melbourne a Shanghai, da Londra a Singapore, ha promesso all'amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma, Jose' Ramn Dosal Noriega, di realizzare presto anche una riproduzione dell'edificio firmato da Renzo Piano. Il percorso espositivo comprende, infine, una zona interattiva che invita i visitatori a esprimere la propria creativita' utilizzando i Lego. Per Nathan Sawaya e' "una sorta di volonta' di democratizzare l'arte, di renderla accessibile a tutti, sperando di ispirare grandi e piccoli a immaginare e creare proprie opere una volta usciti dalla mostra".

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