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Gianni Morandi a Malta, cosa più speciale è essere normali

Gianni Morandi a Malta, cosa più speciale è essere normali

Altro sold-out, solito sorriso: "Il segreto? Mai fermarsi"

LA VALLETTA, 12 agosto 2023, 22:03

di Marco Galdi

ANSACheck

Gianni Morandi - RIPRODUZIONE RISERVATA

Gianni Morandi - RIPRODUZIONE RISERVATA
Gianni Morandi - RIPRODUZIONE RISERVATA

 LA VALLETTA - Quando arriva la milionesima domanda sui programmi futuri, un cantante di 78 anni, partito da Monghidoro per conquistare il mondo e diventare icona di un paese, potrebbe anche spazientirsi. Non Gianni Morandi. Che il sorriso lo ha anche negli occhi, mentre risponde divertito e profondo: "Avete presente la mia carta d'identità? Faccio programmi a sei mesi per allunfgare il brodo. Spero di continuare a cantare finché potrò, finché i teatri si riempiranno, fino all'ultimo se il Signore mi darà la forza. Una cosa vorrei evitare: diventare ridicolo".
    Come riesce, uno che la prima registrazione "da dilettante allo sbaraglio" la fece nel 1962 a 18 anni ad essere ancora lassù sul palco a collezionare sold out? Qual è il segreto che gli ha permesso di essere amato dai bambini quando cantava del 'latte da prendere' ed essere ancora amato dagli adolescenti tatuati con smartphone incorporato? "Ho cominciato a cantare perché a casa cantavano tutti. Per divertimento e per consolarsi. Ed ho sempre amato quello che ho fatto. Non è mai stato un lavoro, ma la realizzazione di un sogno. Anche quando le cose non andavano bene ho imparato e guardato avanti. Non ho mai perso l'entusiasmo. Non ho mai smesso di imparare, da tutti.
    Venivo da un piccolo paese di montagna. Sognavo di viaggiare oltre la collina, ho conosciuto il mondo". E se anche ha inciso oltre 600 canzoni, lavorato gente del calibro di Tom Jones, Whitney Houston, Santana o persino Stockhausen, non nega una foto ed una stretta di mano a nessuno. E la mano bruciata ora sta bene: "È stato un incidente grave. Jova mi aiutò molto. Ora è lui ad avere avuto un brutto incidente". Implicito il seguito.
    È un Gianni Morandi col sorriso, lo sguardo, la semplicità e la profondità di sempre quello che ieri sera si è presentato a Malta, nella conferenza stampa organizzata dall'ambasciata italiana, per iniziativa dell'Amb. Fabrizio Romano, in vista del concerto che il ragazzo di Monghidoro a 78 anni terrà stasera nella spettacolare cornice di Fort Manoel con vista sulla Valletta. "Buttandola in diplomazia - osserva Romano - avere un personaggio come Morandi a Malta è un grande assist al nostro lavoro di costruzione, potenziamento delle relazioni non solo diplomatico-politiche, ma anche tra i due popoli. Ed in questo, Morandi ci batte".
    Risposte semplici, dirette, spontanee, di cuore, come sempre, quelle di Morandi alle domande dei giornalisti italiani e maltesi. "Ma con punte di spiritualità" osserva l'ambasciatore in privato, cogliendo le emozioni della platea che, a 24 ore dall'ennesimo sold out del tour Go Gianni Go! che porta in giro già da febbraio, riempie la Sala degli Affreschi dell'Istituto Italiano di Cultura a Malta. Anche il ministro per la cultura maltese, Owen Bonnici, ha un aneddoto che rivela il vero Morandi, alla sua terza apparizione in terra maltese, l'ultima nel 2019: "Gli chiesi se sapesse qualche parola di maltese, se conoscesse una nostra canzone: dopo dieci minuti me ne cantò una. E la portò anche dal palco".
    In polo blu e pantaloni beige, Gianni annuncia che sul palco stasera sarà accompagnato da 13 musicisti. E quando lo informano che sta facendo staffetta con Pupo, chiama "l'amico Enzo" in diretta al cellulare, a sorpresa. Scopre che Pupo ieri e mercoledì ha cantato con un'orchestra di 45 professori maltesi e scherza: "M'ero vantato, ma come al solito vinci tu. Come nei nostri poker testa a testa".
    Ma quando si parla di musica si fa serio. Non gli piace essere chiamato 'maestro'. Se gli si chiede come possa essere riuscito ad essere sempre popolare evitando ogni forma di volgarità o eccesso, va dritto al punto: "Credo sia importante dimostrare che si può essere popolari senza passare per la scorciatoia della volgarità, Io cerco sempre di essere normale, quello che sono. La cosa più normale è davvero essere normali, come diceva Lucio Dalla". E quando gli chiedono cosa sia cambiato nella musica italiana negli oltre 60 anni che ha già attraversato, Morandi osserva: "Penso che la canzone sia una forma di cultura. E che tutte la storia della canzone italiana derivi dalla canzone napoletana, da cantanti di voce come Claudio Villa, Giorgio Consolini, Giacomo Rondinella. Poi è arrivato Modugno. Sono venuti i cantautori che hanno avvicinato la canzone alla cultura. Alcuni sono stati poeti come Fabrizio De André. Il resto lo ha fatto l'evoluzione del mondo. La contaminazione che fa sempre crescere".
   

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