Ribadisce "l'estraneità delle
accuse" e conferma "con forza l'impegno della diocesi a favore
dei poveri e contro ogni forma di indigenza, ingiustizia e
disagio materiale e spirituale". Il vescovo di Ozieri, Corrado
Melis, rinviato a giudizio insieme con Antonino Becciu,
fratello del cardinale Angelo Becciu, e altri sette imputati per
la gestione dei fondi 8xmille, ha scritto una lettera aperta
sulla home page della diocesi indirizzata ai sacerdoti, diaconi,
religiose, seminaristi e fedeli.
"Tante nostre scelte possono essere messe in dubbio, ma su
questa priorità non siamo disposti a cedere di un centimetro -
si legge - E proprio adesso mi sento rassicurato dai volti di
tante persone incontrate e servite con amore in questi anni,
oltre che dalla mia storia di fede e dalla vicinanza affettuosa
di tanti amici del popolo di Dio. Solo così so di poter
affrontare ulteriori fatiche che si fanno sempre più umilianti".
Per monsignor Melis "stiamo vivendo certamente una delle
pagine più sofferte e delicate della storia della nostra Chiesa
diocesana. Sono giorni di prova, di interrogativi, di dolore per
chi ama questa comunità e vi ha dedicato la propria vita".
L'alto prelato scrive di non riuscire "a tacere il dolore per
l'ingiustizia, reso ancora più forte dalla percezione che nel
mondo dei tribunali, delle indagini e dei processi (ambienti a
me completamente sconosciuti) ci sia qualcuno che ha il potere
di rendere impossibile la vita. Questo atteggiamento è causa di
grande amarezza per la vita mia e di molti altri coinvolti".
Al termine della missiva il vescovo ringrazia "chi mi tende
la mano ogni giorno e la tiene ben stretta". E "in maniera
speciale chi in questa diocesi tiene le mani ben strette a chi è
facile preda della disperazione e rischia la dispersione.
Ringrazio perciò sacerdoti e laici amici infaticabili del
Vangelo.Questo, infine, vi chiedo con umiltà: non scoraggiamoci.
Non disperdiamo nulla del buon pascolo che il Signore dona a
questa preziosa e brillante porzione di Chiesa e non sprechiamo
neanche una briciola di questo momento di fatica e di ogni
nostra ferita".
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