Due anni e otto mesi per
bancarotta fraudolenta. E' la pena patteggiata da Cesare
Ragazzi, l'ex 'imperatore dei capelli', che vide fallire il
gruppo omonimo nel settembre del 2009. La sentenza è stata
pronunciata dal Gup del tribunale di Bologna Alberto Gamberini,
esito dell'inchiesta del Pm Morena Plazzi, sostituita oggi in
udienza dal Pm Augusto Borghini; anche la figlia del patron,
Alessia Ragazzi, ha patteggiato, così come un altro imputato che
per un periodo ricoprì la carica di consigliere delegato. Sono
stati invece tutti assolti sei componenti, in diversi momenti,
del collegio sindacale.
I reati contestati si riferivano agli anni tra il 2002 e il
2008, quando Ragazzi, difeso dagli avvocati Gianluigi Lebro e
Jader Ritrovato, rivestì le cariche di presidente,
amministratore unico e amministratore di fatto. Alla data del
fallimento la società avrebbe accumulato crediti inesigibili per
circa 1,7 milioni.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA