"Siamo reduci da un crollo di
fiducia e anche da scandali interni che hanno posto un problema
di credibilità del nostro operato agli occhi dell'opinione
pubblica, nonostante la maggior parte dei magistrati siano
estranei a certe vicende. Dobbiamo riconquistare la fiducia
persa anche ripartendo dal quotidiano e dando la massima
attenzione alle parti del processo, ai testimoni e alle vittime
e soprattutto mantenendo la capacità di ascolto e un operato
trasparente". È un passaggio del discorso con il quale
Piergiorgio Morosini si è insediato, al termine di una cerimonia
che si è svolta al palazzo di giustizia di Palermo, nella carica
di presidente del tribunale.
"Non siamo qui per incutere timore ma per infondere fiducia
nello svolgere un servizio. Il Tribunale deve essere casa dei
diritti di tutti", ha aggiunto annunciando di aver voluto
invitare alla cerimonia i rappresentanti di diverse comunità
etniche della città.
Morosini ha voluto ricordare l'avvocato Alessandro Parini che lo
ha assistito nel ricorso alla giustizia amministrativa che,
ribaltando la decisione del Csm l'ha designato presidente, e che
è stato ucciso in un attentato a Tel Aviv.
"Serve un dialogo costante e cooperazione con tutti i
protagonisti di questo grande ufficio giudiziario", ha aggiunto,
sottolineando "la grande emozione di svolgere le funzioni in un
luogo in cui hanno esercitato le funzioni uomini che per azione
e sacrificio hanno trasformato questo palazzo nel luogo
dell'anima della giustizia di questo paese".
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