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Teatro: Centoventisei, 'parla' l'auto della strage Borsellino

Teatro: Centoventisei, 'parla' l'auto della strage Borsellino

Dal romanzo di Fava e Abbate per la regia di Livia Gionfrida

PALERMO, 07 aprile 2023, 12:27

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Centoventisei", tratto dall'omonimo romanzo di Claudio Fava ed Ezio Abbate, è lo spettacolo in scena al Biondo di Palermo (prima assoluta il 12 aprile alle 21 in Sala Strehler) per la regia di Livia Gionfrida, che firma anche la drammaturgia e le scene. Prodotto dal Biondo e dallo Stabile di Catania, "Centoventisei" è interpretato da David Coco, Naike Anna Silipo, Gabriele Cicirello; assistente alla regia è Giulia Aiazzi, il disegno luci è di Alessandro Di Fraia.
    Protagonista silenziosa di questa insolita pièce, che si dipana tra cronaca, dramma sociale e commedia dell'assurdo, è una Fiat 126, proprio quella che la mafia decise di rubare per compiere la strage di via D'amelio. Gasparo (David Coco) è il killer incaricato del furto dell'auto, che metterà a segno con la complicità del picciotto Fifetto (Gabriele Cicirello), "apprendista mafioso".
    In un contesto di degrado sociale talmente estremo da apparire surreale, tra colpi di scena e imprevisti, si snoda una vicenda dai contorni macabri e grotteschi, nell'arco di tempo di una sola notte che sembra non finire mai.
    "È una storia che ci parla di morte e di vita - spiega Livia Gionfrida - che attraversa la cronaca per trasfigurarsi in favola. I personaggi, umili pupiddi manovrati da un destino di nascita, sembrano parlare a un autore silente, un confessore che forse è anche puparo e si diverte con le loro vite, mentre loro scalciano e provano alla fine a ribellarsi alla ricerca di una redenzione nell'amore".
    Il testo di Claudio Fava ed Ezio Abbate indaga, da una prospettiva storica del tutto inedita, disegnando le personalità dei "pesci piccoli" dei clan mafiosi, quelli a cui viene dato il più semplice tra tutti gli incarichi. La loro quotidianità svilita si rivela pian piano come l'assurdo terreno su cui si è gioca la strategia stragista del biennio '92-'93. "Abbiamo voluto raccontare tre vite paradossali - dicono Fava e Abbate - la straordinaria ovvietà del male, una macchina e il presagio di ciò che sta per accadere".
    Repliche fino al 23 aprile e poi al Teatro Verga di Catania dal 28 aprile al 7 maggio.
   

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