"Ulisse Artico" di Lina Prosa, in prima nazionale al ridotto del Biondo di Palermo, dal 25 gennaio al 5 febbraio, con la regia di Carmelo Rifici, sposta la geografia dell'Odissea classica dal Mediterraneo al mare Artico.
L'eroe contemporaneo riparte dalle terre polari, da una nuova
Troia, da una nuova terra di macerie, sperimentando ancora una
volta il naufragio, nel cui tormento, questa volta, non c'è una
Itaca che l'aspetta.
Lo spettacolo, interpretato da Giovanni
Crippa e Sara Mafodda, è prodotto dal Biondo di Palermo in
coproduzione con Lac (Lugano arte e cultura). Scene, costumi e
luci sono di Simone Mannino, le musiche originali di Zeno
Gabaglio.
Lo scioglimento dei ghiacciai disegna un nuovo paesaggio di
macerie che passano dallo stato solido a quello liquido. Niente
sopravvive mentre avanza il deserto della storia. L'evocazione
di figure mitiche, come Nausicaa e Calipso, non regge più perché
anch'esse intossicate dalle emissioni di anidride carbonica. Al
loro posto un nuovo sistema di sfruttamento delle risorse, un
nuovo sistema di navigazione che inaugura una scacchiera di
ricchezze e di poteri, di turismo globale. Rifugiato su un pezzo
di ghiaccio, Ulisse naufraga nell'immenso arcipelago di isole
bianche in costante assottigliamento. In questa decomposizione
della realtà, avrà mai Ulisse la possibilità di produrre un
ultimo gesto mitico?
"Il testo - spiega l'autrice Lina Prosa - attraversa luoghi
apparentemente lontani, inaccessibili, ma che stanno cambiando
il destino dell'uomo. Sono le terre di ghiaccio dove goccia dopo
goccia scompare il volto concreto delle cose e dove il viaggio
non è più 'verso', ma 'all'inverso', lungo la negazione
dell'esistente".
"Il testo, epico e poetico - afferma il regista Carmelo
Rifici - non privo di un'ironia sagace, riesce a sostenere temi
forti quali l'ecologia, lo sfruttamento ambientale, la tragica
condizione degli emigrati, senza mai cadere nella cronaca".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA