Sarà ancora Bohème, quella di Ruggero Leoncavallo che soffre da sempre il confronto con il capolavoro di Giacomo Puccini, al teatro massimo Vincenzo Bellini di Catania.
A pochi giorni dalla conclusione delle rappresentazioni della Bohème pucciniana, che ha inaugurato la stagione lirica, l'ente lirico etneo propone un immediato raffronto con la 'gemella', che verrà eseguita per la prima volta a Catania, domenica 11 e martedì 13 dicembre, nell'ambito della stagione di concerti.
Sul podio ritorna la bacchetta di Fabrizio Maria Carminati,
direttore artistico del Bellini, che guiderà l'orchestra e coro
del teatro. Un'occasione da non perdere per ascoltare dal vivo
la poco frequentata partitura del compositore napoletano, che si
differenzia pure sul piano narrativo, peraltro più fedele alla
medesima fonte letteraria, 'Scènes de la vie de bohème' di
Henry Mürger.
Di alta qualità i solisti vocali. La vicenda delle due giovani
coppie rivivrà attraverso le voci di Selene Zanetti (Mimì),
Gaston Rivero (Marcello), Elena Belfiore (Musette), Luca Bruno
(Rodolfo). Completano il cast: Domenico Balzani (Schaunard),
Roberto Lorenzi (Colline), Gianni Luca Giuga (Barbemouche),
Blagoj Nacoski (un becero, un signore), Monica Minarelli
(Eufemia), Saverio Pugliese (Gaudenzio, Durand), Paolo
Ciavarelli (Visconte Paolo). Di chiara fama anche il maestro del
coro Luigi Petrozziello.
Il Bellini di Catania riprende così una tradizione che, senza
rinunciare e accanto agli allestimenti, prevede anche
l'esecuzione di titoli in forma di concerto. Né sarà un caso
isolato: La Bohème di Leoncavallo apre il ciclo "Il teatro
musicale in concerto", che proseguirà con Sub tutela Dei. Per il
giudice Livatino, musica di Matteo Musumeci, libretto di
Vincenzo Vitale, opera espressamente commissionata dal Teatro
Massimo Bellini per commemorare il giovane magistrato
barbaramente assassinato dalla mafia.
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