Nuovo anno, nuovi nomi. La lunga
stagione elettorale già partita in Sicilia col voto a Palermo in
primavera e alla Regione in autunno, si arricchisce ogni giorno
che passa di auto-candidature e di disponibilità sia nel
centrodestra sia nel centrosinistra. Nonostante appaia quasi
scontato, almeno sentendo alcuni big della politica siciliana e
non solo, che la deadline per le scelte ufficiali dei partiti
sarà l'elezione del Capo dello Stato, le rose dei due
schieramenti s'ingolfano sempre di più. In attesa delle
investiture formali c'è chi già è in campo.
Per le regionali il primo a partire è stato Cateno De Luca: da
battitore libero l'attuale sindaco di Messina è in campagna
elettorale da più di due mesi e più volte ha sottolineato che si
ritirerà solo se il centrodestra si presenterà con una
candidatura alternativa a Nello Musumeci. Ma il governatore,
nonostante la coalizione non si sia espressa, ha rotto gli
indugi da un po' di tempo, formalizzando la sua ricandidatura.
Nella vorticosa ridda di voci ricorre il nome di Raffaele
Stancanelli (FdI), mentre per due volte è stata smentita la
candidatura del manager di Intesa Gaetano Miccichè, che rimane
il "sogno" del fratello Gianfranco, leader di Forza Italia
nell'Isola.
Nel centrosinistra, invece, l'ultimo in ordine di tempo a dare
la propria disponibilità è l'eurodeputato del M5s Dino
Giarrusso, pronto a correre e a fare le primarie se mai la
coalizione le organizzerà; l'ex Iena si aggiunge a Claudio Fava,
il leader del movimento Centopassi e attuale presidente
dell'Antimafia siciliana, il primo a proporsi nel tentativo di
riportare il centrosinistra alla guida della Regione dopo
l'esperienza Crocetta. Non fa mistero di un suo interesse a
riprovarci Giancarlo Cancelleri, sottosegretario ai Trasporti e
"anima" della versione originaria del M5s. Si è tirato indietro,
svincolandosi da chi ha cercato di prenderlo per la giacchetta,
Peppe Provenzano, attuale vice segretario del Pd; ci pensa
Leoluca Orlando, mentre tra i rumors indicano l'eurodeputata
Caterina Chinnici.
Ben più affollato il parterre a Palermo, con le due coalizioni
alle prese con il nodo primarie sì primarie no. Di ufficiale, al
momento, c'è solo Davide Faraone: il presidente dei senatori di
Iv è già in campagna elettorale, la sua immagine compare in
tanti manifesti affissi in città e al momento la sua corsa è al
di fuori dei due schieramenti.
La rosa più folta tra auto-candidature e disponibilità è
quella del centrodestra, con dodici nomi in campo: Carolina
Varchi e Giuseppe Milazzo per FdI; Francesco Greco, Francesco
Cascio e Giulio Tantillo per Fi; Francesco Scoma, Marianna
Caronia e Alberto Samonà per la Lega; Alessandro Aricò per
DiventeràBellissima, movimento del governatore Nello Musumeci;
Roberto Lagalla per l'Udc, Totò Lentini per gli autonomisti e
Saverio Romano per i Popolari.
Nemmeno nel centrosinistra si scherza: il deputato Carmelo
Miceli (Pd) è l'ultimo nome iscritto nella lista dei
disponibili, dove ci sono anche il vice sindaco Fabio Giambrone
(delfino di Leoluca Orlando), Giampiero Trizzino del M5s, Giusto
Catania per la Sinistra e le esponenti di movimenti e
associazioni impegnate nel sociale Mariangela Di Gangi
(Laboratorio Zen), l'ex direttrice del carcere Ucciardone Rita
Barbera (auto-candidata), Antonella Di Bartolo (preside
dell'Istituto Pertini nel quartiere Sperone).
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