Rossella Leone espone le sue opere presso la Galleria del Credito Siciliano nel bel palazzo Costa Grimaldi al centro di Acireale. La mostra, che si è inaugurata ieri, 8 marzo, in occasione della festa delle donne, propone uno sguardo retrospettivo sul lavoro di un'artista che alle tematiche del femminile ha dedicato e dedica opere intime e appassionate e al tempo stesso lucide denunce di condizioni estreme, in un'indagine a tutto campo che coinvolge l'osservatore in un gioco di citazioni e rimandi fra passato e presente. Dalla metà degli anni Ottanta a oggi, Leone costruisce un percorso eccentrico rispetto al sistema nazionale dell'arte, come scrive Davide Lacagnina nel bel saggio in catalogo, che esplora fino in fondo l'amore per la storia dell'arte. Da Palermo dove vive e lavora, l'artista testimonia i molteplici volti della contemporaneità, la sua violenza e la sua poesia che traduce in interventi di forte denuncia, spesso riletti con appassionata e lirica partecipazione. Dalla Sicilia, trae gli orizzonti solcati da nuvole, i colori intensi e leggeri, le ancestrali figure del mito, la poetica della classicità con i suoi eroi: suggestioni ed elementi che rielabora nei diversi aspetti della sua opera che spazia dalla pittura alla scultura, dall'architettura al restauro e alla scenografia, usando tutti gli tutte le forme dell'espressione con grande attenzione esecutiva e straordinarie capacità di padroneggiare il mezzo tecnico. Nella sua ricerca, Leone privilegia la carta fabbricata da lei stessa, un materiale che piega a molteplici esigenze, coniugandolo a garza, pietra e metalli per dare vita a delle vere e proprie sculture che si rapportano allo spazio circostante con fluida seduzione percettiva. Dal tuffatore capovolto (Nel vuoto, 1986), alla ricerca sulla musica e sulle attrazioni ingannevoli del bianco, alla denuncia forte di opere come i Fiori di Aleppo, teca che conserva la carta in cui si avvolgevano i fiori nella città oggi perduta, alle sculture dei Muri di Palermo, ai bassorilievi che raffigurano passione e violenza dell'antico, le opere di Rossella Leone coinvolgono lo spettatore portandolo al di là della pura e semplice percezione estetica.
Oltre al testo di Davide Lacagnina, il bel catalogo ricco di illustrazioni riporta i saggi di Paolo Emilio Carapezza per il rapporto dell'artista con la musica e di Giuseppe Paternò Raddusa per il teatro. La biografia dell'artista è di Antonio Leone. La mostra, prodotta e organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, è aperta da mercoledì a domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20, fino al 7 maggio.
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