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Il 2024 in salita per le vertenze dell'Isola ancora aperte

Il 2024 in salita per le vertenze dell'Isola ancora aperte

Cgil, Cisl e Uil: 'tra priorità lavoro, energia e trasporti'

CAGLIARI, 30 dicembre 2023, 10:00

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Un 2023 che si chiude con tante vertenze ancora aperte e numerose criticità su diversi fronti: dalla scuola, alla sanità ai trasporti e un 2024 tutto in salita non solo dal punto di vista occupazionale, ma anche sul fronte della competitività economica delle aziende sarde che devono fare i conti con i costi più alti per l'energia e i trasporti.
    Neppure il principio di insularità, inserito in Costituzione più di un anno fa, è riuscito finora a scardinare i gap storici dell'Isola.

Per questo Cgil, Cisl e Uil guardano al prossimo governo regionale, dopo le elezioni di febbraio 2024, per riprendere le fila della concertazione su tutti i tavoli.
    "Il bilancio sull'anno che si chiude s'incrocia inevitabilmente con quello di una legislatura finita e, purtroppo, caratterizzata da un'azione politica inconcludente, che ha peggiorato le condizioni economiche e sociali dell'Isola - dice il segretario generale della Cgil sarda Fausto Durante - certificate sia dagli indicatori ufficiali sia dalla percezione diffusa nell'opinione pubblica.

Le cronache raccontano una Sardegna che non solo fatica a crescere e innovarsi ma che appare per certi versi persino ripiombata nel passato. Sanità, trasporti, industria, sono nervi scoperti che decretano il fallimento di scelte politiche inconsistenti e dannose, portate avanti senza condivisione, se non in occasioni sporadiche e senza costrutto".
    "Davvero preoccupanti", per la Cgil, "i dati del mercato del lavoro: la crescita dell'occupazione nel 2023 è ulteriormente rallentata e, più che nel resto d'Italia, i nuovi rapporti di lavoro - denuncia Durante - sono precari (dati Inps). Non a caso, il peso del lavoro stabile nelle nuove assunzioni è di appena il 10,23%, il resto sono stagionali, tempi determinati, contratti in somministrazione e intermittenti. Si sommano a questo quadro disastroso - chiarisce il numero uno della Cgil - le leggi impugnate dalla Corte costituzionale, la mancata spesa delle risorse certificata dalla Corte dei Conti, i continui rinvii a esercizi provvisori di bilancio, i ritardi nella programmazione dei fondi a disposizione (dal Just Transition Fund per l'industria del Sulcis alle altre risorse europee), l'assenza di indirizzi su materie strategiche come l'energia, i settori produttivi, l'istruzione e la formazione".
    Analisi condivisa dalla Cisl. "Da una parte le vertenze sono tutte ferme al palo dall'altro - spiega il segretario generale Gavino Carta - serve agire sulla fiscalità di vantaggio, per realizzare infrastrutture e sviluppo, mentre sanità, tpl e continuità devono tornare nel capitolo di spesa del governo.
    Urge poi un nuovo accordo tra Stato, Regione e Ue per recuperare i gap dell'insularità". Secondo il leader della Cisl, nel Sulcis ci sono almeno 3.500 lavoratori con ammortizzatori sociali "che attendono ancora la ripartenza", mentre sulla filiera energia "permane l'incertezza sul modello di transizione energetica e su quali tipi di combustibili e reti puntare nel prossimo futuro.
    Quella sarda è una economia che, come abbiamo visto dall'ultimo rapporto di Bankitalia, stenta a riprendersi e i dati del Pil sono tutti non proporzionali alla ripresa mentre le politiche attive sono ancora molto carenti". Carta chiede inoltre un "efficientamento della macchina regionale: perché se si paralizza l'attività programmatoria si ferma tutto, anche i fondi europei. Serve una riforma della Pa".
    Secondo Francesca Ticca, segretaria generale della Uil sarda, "ci sono tante vertenze aperte a partire da quelle industriali come Sider Alloys, Eurallumina e Portovesme srl: sono delle vertenze che devono avere una soluzione urgente all'inizio del 2024. Ma soprattutto serve un'idea più chiara delle scelte che occorre fare. Noi insistiamo col dire che senza industria non possiamo parlare sino in fondo di occupazione reale. Prioritaria è anche la soluzione sull'energia: il metano deve arrivare il più in fretta possibile perché per 10 anni sarà competitivo".
    Per Ticca nel 2023 "la Sardegna è stata penalizzata in materia di formazione, autonomie scolastiche e di numero di alunni per classe: non si può rinunciare al diritto allo studio come già avviene in alcune realtà dell'Isola e la Regione dovrebbe mettere in piedi la riforma della scuola". Infine le infrastrutture ("siamo ancora in forte ritardo) e i trasporti.
    "I sardi - ribadisce la segretaria - hanno diritto di muoversi come cittadini del mondo non solo su Roma e Milano". In questo non ha aiutato neppure la norma insularità: "Vogliamo capire meglio se è solo una enunciazione di principio oppure c'è qualcosa di concreto".
   

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