"Riconoscimento della minoranza linguistica, attuazione della legge sui punti franchi, continuità territoriale ed energetica: è da qui che bisogna ripartire per cambiare la Sardegna". Lo ha detto, in occasione dell'assemblea federale di Fortza Paris ad Assemini, il suo presidente Gianfranco Scalas, che è stato poi riconfermato all'unanimità.
Scalas ha lanciato un appello "a tutte le associazioni e i movimenti che condividono con noi queste rivendicazioni": "Diciamo basta al deserto provocato dalle forze di centrodestra e di centrosinistra che hanno governato alternativamente l'Isola negli ultimi trent'anni, mettiamoci assieme perché uniti possiamo dare molto fastidio e riuscire a cambiare questa terra". Appello accolto, per il momento, dagli unici due movimenti invitati all'incontro: il Movimento Zona Franca e Cagliari Anno Zero di Giorgio Cugusi.
"Il nostro è un partito federalista, non indipendentista", ha precisato Scalas nella sua relazione programmatica. Ma di certo il rapporto con lo Stato è da rivedere. Come? "Attraverso il riconoscimento della minoranza linguistica". In questo modo, aggiunge, "la Sardegna, come il Trentino e la Valle d'Aosta, avrebbe diritto ad alcune agevolazioni: una presenza garantita di rappresentanti in Parlamento e l'indennità bilinguismo da 180 euro per dipendenti pubblici e non solo". Sui punti franchi: "Non aver fatto la legge ha condannato a morte Portovesme, se ci fosse stato il porto franco nessuna multinazionale sarebbe andata via", ha concluso Scalas che ha anche annunciato la discesa in campo alle prossime elezioni politiche.
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