(V. 'Spaccio di cocaina nel nord Barese, 14 arresti delle 8:21)
Erano soliti parlare al telefono di
tavoli da prenotare, panzerotti da degustare o amici da trovare.
Un linguaggio criptico che le 14 persone arrestate a Minervino
Murge, nel nord Barese, dai carabinieri, utilizzavano
abitualmente con i clienti con cui stabilire ordinativi e
modalità di consegna di dosi di droga, cocaina soprattutto.
In nove sono finiti in carcere, cinque agli arresti
domiciliari. Per tutti l'accusa contestata in concorso, è
detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di
persone di età compresa tra i 20 e i 50 anni che "spacciavano
indistintamente ad adulti e ragazzini", ha spiegato nel corso
della conferenza stampa a Trani, il colonnello Massimiliano
Galasso, comandante provinciale dei carabinieri Bat.
In cella anche ci ricopriva il ruolo di coordinatore e
responsabile dei tre distinti gruppi di spaccio attivi nel
piccolo centro. Sarebbero stati loro a recuperare la droga e a
gestire "i contatti telefonici con i vari acquirenti ai quali
fornivano le indicazioni sul luogo e sulle modalità dello
scambio denaro-droga", ha aggiunto il capitano Pierpaolo Apollo,
comandante della compagnia di Andria che con i suoi uomini ha
condotto le indagini coordinate dalla Procura di Trani.
L'attività investigativa è andata avanti tra marzo 2022 e
giugno dell'anno successivo accertando anche che il giro
d'affari messo in piedi dagli indagati che oscillava tra i 5mila
e i 6mila euro al giorno.
Le operazioni di osservazione, pedinamento e intercettazione
sono iniziate dall'analisi di "diversi reati predatori commessi
nel paese e connessi al fenomeno dello spaccio di stupefacente
perché chi ha bisogno di denaro per acquistarlo utilizza
qualsiasi mezzo pur di ottenerlo: dai furti alle estorsioni ai
familiari", ha sottolineato Galasso.
Lo smercio di droga avveniva in tre diverse piazze: piazza De
Deo, piazza XX Settembre e quella intitolata a Giovanni Bovio,
che ha dato il nome all'operazione.
La vendita al dettaglio delle dosi veniva gestita, per ogni
piazza, da tre distinti gruppi criminali "capeggiati da
altrettante persone - ha concluso Apollo - che si avvelavano di
stretti collaboratori per effettuare le consegne dello
stupefacente a una vasta schiera di clienti per lo più del
posto".
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