(AGGIORNA E SOSTITUISCE SERVIZIO TRASMESSO ALLE 21.19)
(di Maria Gabriella Giannice)
Mentre Governo e ArcelorMittal tentano
di individuare un percorso condivisibile per arrivare a un nuovo
accordo sul turnaround dell'ex Ilva, tutti gli stabilimenti
dell'ultimo colosso siderurgico italiano, sono fermi per lo
sciopero indetto dai sindacati. E una tegola arriva in serata:
il giudice rigetta la richiesta di proroga per l'attività
dell'Afo2 avanzata dai commissari al tribunale di Taranto.
Questo tradotto vuol dire il possibile inizio delle operazioni
di fermata degli impianti dal 13 dicembre. Anche se c'è un
ulteriore spiraglio: fare ricorso al Tribunale del riesame.
Intanto lo sciopero proclamato da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm
ha ottenuto adesioni che in alcuni casi sono del 100%, con il
90% a Taranto e l'80% a Genova e Novi Ligure. Lo sciopero è
iniziato alle 23 di ieri e si concluderà alle 7 di domani. Il
messaggio dei sindacati a Governo e ArcelorMittal è sempre lo
stesso "no esuberi". Mentre Confindustria Taranto chiede al
Governo di prevedere una "No tax Area" per l'area di Taranto.
Da parte del Governo, il ministro dell'economia Roberto
Gualtieri, intercettato davanti a Palazzo Chigi assicura a chi
ha manifestato a Taranto: che in manovra è stato "approvato un
fondo apposito" per sostenere il piano di sviluppo di Taranto.
Quanto all'Ilva, ha aggiunto: "stiamo definendo un piano molto
ambizioso per il rilancio di Ilva e delle acciaierie, nel segno
della sostenibilità e del lavoro". Il ministro Stefano
Patuanelli ribadisce l'obiettivo del Governo di fare dell'Ilva
di Taranto "il primo esempio europeo di una riconversione
sostenibile del siderurgico. Lo stato vuole poter entrare nello
stabilimento - ha aggiunto dai microfoni di Radiouno - per
controllare e garantire non solo la produzione ma anche le
modalità di produzione e il rispetto dell'ambiente".
Dal Governo i sindacati si aspettano "una decisione chiara e
netta sul risanamento ambientale, sulla tutela e garanzia dei
livelli occupazionali e la continuità produttiva. Con o senza
ArcelorMittal", dice il segretario generale della Uilm Rocco
Palombella. I sindacati non si fidano di ArcelorMittal perché,
dicono, "è gravemente inadempiente rispetto all'accordo del
2018, e al Governo chiedono "una linea chiara". La ricerca di
creare un percorso definito è l'impegno di questi giorni nei
contatti quotidiani fra Mise-ArcelorMittal-Commissari e fra i
due ministeri ai quali il premier Conte ha affidato il compito
di trovare una soluzione che, sembra ormai acquisito, avrà una
presenza dello Stato con una quota che permetta un controllo
sull'effettiva realizzazione del piano. Il Piano di risanamento
e sviluppo, che si sta delineando, avrà una rete di protezione
occupazionale di almeno 5 anni e vedrebbe l'Ilva di Taranto come
parte essenziale di un più ampio piano di rilancio della città e
dell'area di Taranto.
La decisione del Tribunale di Taranto sull'uso dell'Altoforno
2, arriva dopo una serie di sequestri e dissequestri
nell'inchiesta sulla morte dell'operaio Alessandro Morricella. I
commissari chiedevano un anno di tempo per ottemperare alle
prescrizioni di automazione del campo di colata. La decisione è
del giudice Francesco Maccagnano, dinanzi al quale si svolge il
processo sulla morte di Morricella, che si esprimerà tra l'11 e
il 12 dicembre.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA