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Quarta commissione – Presa d’atto unanime risultati approfondimento fenomeno Caporalato nel Veneto

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Quarta commissione – Presa d’atto unanime risultati approfondimento fenomeno Caporalato nel Veneto

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Responsabilità editoriale di CONSIGLIO REGIONALE VENETO

03 aprile 2025, 15:31

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

- RIPRODUZIONE RISERVATA

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(Arv) Venezia 3 apr. 2025 - La Quarta commissione consiliare permanente, nella seduta odierna, ha votato all’unanimità la presa d’atto dei risultati di un ampio percorso conoscitivo sul fenomeno del Caporalato e lo sfruttamento lavorativo nel Veneto.
L'indagine, condotta attraverso un ciclo di undici audizioni svolte tra luglio 2024 e febbraio 2025, ha coinvolto rappresentanti sindacali, associazioni datoriali, enti di controllo, forze dell'ordine e organizzazioni del terzo settore.
La relazione delinea un quadro composito del fenomeno, che emerge come realtà trasversale a diversi settori dell'economia veneta: dall'agricoltura (41,5% dei casi rilevati) all'edilizia (14,5%), dalla logistica al settore tessile (entrambi all'11,5%), fino al turismo e ai servizi alla persona. Si tratta di un problema complesso, alimentato da molteplici fattori strutturali: la domanda di manodopera a basso costo, le pressioni competitive che spingono alla riduzione dei costi del lavoro, la frammentazione delle filiere produttive attraverso catene di subappalti, e le criticità nel sistema di ingresso regolare dei lavoratori stranieri.
Lo studio evidenzia come le vittime siano prevalentemente giovani uomini stranieri (età media 29 anni), provenienti da 53 nazionalità diverse, resi vulnerabili da fattori come l'indebitamento per il viaggio, le barriere linguistiche, e la dipendenza dai caporali per bisogni primari come alloggio e trasporto. Contrariamente alla percezione comune, molte vittime risultano regolarmente presenti sul territorio italiano.
La commissione ha riconosciuto l'impegno della Regione Veneto nel contrasto al fenomeno, in particolare attraverso progetti come NAVIGARe e Common Ground, che hanno adottato un approccio proattivo raggiungendo 4.440 potenziali vittime nei loro contesti di vita e attivando servizi per 1.309 persone. Significativo anche il ruolo dei protocolli d'intesa promossi dalla Regione in vari settori (agricoltura, logistica, appalti, sicurezza) e la gestione del Numero Verde Nazionale Antitratta.
La relazione riporta numerose proposte operative raccolte durante il ciclo di audizioni, distinguendo tra quelle attuabili a livello regionale e quelle che richiedono un intervento statale. Tra le prime: il rafforzamento dei sistemi di monitoraggio attraverso l'integrazione delle banche dati esistenti, l'istituzione di una cabina di regia regionale, la stabilizzazione dei progetti di intervento, l'istituzione di un fondo di solidarietà per le vittime, e soluzioni concrete per le problematiche di alloggio e trasporto. A livello nazionale, è stata raccolto l’auspicio per una riforma della gestione dei flussi migratori, un potenziamento degli organici ispettivi e una revisione della normativa sugli appalti.
La relazione sottolinea infine l'importanza di un approccio integrato che combini repressione, prevenzione e protezione, mettendo a sistema competenze e risorse di tutti gli attori coinvolti per un efficace contrasto al fenomeno.
Il documento completo è consultabile al seguente link: tinyurl.com/3n4v6t7v
Prossimamente, la relazione sarà disponibile sul sito del Consiglio regionale del Veneto.

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