Prende sempre più corpo il progetto di un Museo dell'Omosessualità a Torino, già presentato dai promotori nei mesi scorsi al sindaco Stefano Lo Russo e al presidente del Piemonte, Alberto Cirio che ne hanno subito garantito il sostegno.
E' quanto emerge al Salone del Libro di Torino, grazie, in modo particolare a due dei suoi stessi fondatori 34 anni fa, Angelo Pezzana e Guido Accornero, entrambi in giro tra gli stand a pubblicizzare il progetto.
Pezzana, fondatore 50 anni fa del Fuori, prima organizzazione
italiana per i diritti degli omosessuali, ne farà parte in modo
attivo, Accornero, membro del comitato promotore, sta creando
una cordata di sostenitori privati.
"Non sarà un ghetto - dice Pezzana - ma un luogo aperto
all'arte e alla storia, pensato per attirare un pubblico
eterogeneo. Un luogo dove la cultura possa essere veicolo di
aggregazione e non discriminazione".
Del museo si parlerà anche domenica al Salone in occasione
della cerimonia di premiazione del Premio Fuori! quest'anno
assegnato a Giancarlo Pastore per il romanzo 'Un giorno uno di
noi' (Marsilio).
"L'idea del museo - aggiunge Maurizio Gelatti - è nata per
colmare una lacuna, per combattere discriminazioni e pregiudizi;
per far conoscere battaglie di civiltà spesso dimenticate o non
note ai più giovani e per consolidare l'immagine di Torino come
Capitale dei Diritti".
Il comitato promotore è presieduto da Angelo Pezzana e
Maurizio Gelatti, Al progetto hanno già aderito Monica Cirinnà,
Giulio Biino, Beatrice Merz, Sara Cosulich, Luca Beatrice
,Nicola Lagioia e molti altri.
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