"Il presidente della Repubblica
disse che bisognava procedere con le terapie, e fece una
sollecitazione che fu recepita dal Ministero". Lo ha detto a
proposito alla vicenda Stamina l'avvocato Matteo Mangia,
difensore degli Spedali Civili di Brescia al processo ripreso
oggi in tribunale a Torino. Il riferimento è al caso di Daniele
T., un bimbo di Matera affetto dalla sindrome di Niemann-Pick
che poi entrò fra i dodici pazienti sottoposti, a Brescia, alla
terapia patrocinata da Davide Vannoni. La difesa ha fatto
presente che l'interessamento dell'allora Capo dello Stato
emerge da una nota del ministero della salute del marzo 2011.
"Gli Spedali - ha detto Mangia - devono essere considerati
soggetti passivi rispetto alle richieste che arrivavano dalle
istituzioni, dalla Regione Lombardia e dal Ministero. Dall'
azienda partivano costantemente richieste di informazioni e
chiarimenti: come è possibile che i suoi medici abbiano truffato
il sistema sanitario?". Il piccolo Davide morì nel 2015 a otto
anni.
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