Nuove tensioni stamane a Novi
Sad, nel nord della Serbia, dove esponenti politici
dell'opposizione locale e loro sostenitori hanno tentato di fare
irruzione nella sede del Municipio, dove è in programma una
seduta per l'elezione del nuovo sindaco.
I manifestanti hanno forzato il massiccio cordone di polizia
disposto davanti all'edificio, lanciando contro gli agenti in
assetto antisommossa vernice, uova, rotoli di carta igienica e
altri oggetti, scandendo slogan contro le autorità locali, il
governo a Belgrado e il presidente Aleksandar Vucic. La polizia
con le maniere forti ha respinto i dimostranti, che hanno fatto
uso di petardi, in un coro assordante di fischietti e vuvuzela.
Il sindaco di Novi Sad si era dimesso a fine gennaio, unitamente
al premier serbo Milos Vucevic, dopo violenti scontri tra
polizia e manifestanti. Intanto gli studenti in agitazione,
appoggiati da gruppi di agricoltori con i loro trattori, hanno
bloccato nelle prime ore di stamane alcune importanti arterie
stradali a Novi Sad, con pesanti conseguenze sulla circolazione
e proteste degli automobilisti. Gli studenti in tutta la Serbia
proseguono nella loro protesta che va avanti da novembre, dopo
la morte di 15 persone nel crollo di una tettoia alla stazione
di Novi Sad ,nonostante le autorità affermino di aver accolto e
soddisfatto tutte le loro richieste. Ieri la presidente del
parlamento Ana Brnabic aveva annunciato un accordo con i
responsabili delle università per l'aumento del 20% del bilancio
a sostegno dell'istruzione superiore - una delle richieste del
movimento studentesco. Con tale provvedimento vengono ridotte
del 50% le tasse scolastiche e aumentate del 16% le retribuzioni
di tutti i dipendenti nel settore dell'istruzione superiore.
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