(di Enzo Luongo)
"Non vedevo l'ora di ripartire
e ringrazio il pubblico per questo affetto che mi sta
dimostrando, torno sul palco per un viaggio nella musica e nella
poesia di mio padre a 26 anni di distanza dalla sua scomparsa".
Cristiano De André parla a Isernia, la città che ha ospitato la
data zero del suo nuovo tour 'De André canta De André'. Ha
scelto ancora una volta il Molise per debuttare: questa estate
lo aveva fatto a Termoli, stavolta a Isernia. Sarà in giro per
l'Italia durante la primavera e poi in estate.
"Per me - spiega - è un piacere e credo anche un dovere di
figlio continuare a cantare le canzoni di mio padre anche per
dare a chi non ha potuto assistere ad un suo concerto
l'opportunità di ascoltare comunque le sue canzoni dal vivo,
fatte da un parente stretto. Sono opere che raccontano un bel
pezzo di storia del nostro Paese, dalla metà degli anni Sessanta
al nuovo secolo".
Ai suoi concerti ci sono anche tanti giovani e questo è il
segno, evidenzia, che il Faber è ormai senza tempo. "Mio padre -
aggiunge - ha dato risposte a molte domande esistenziali di ogni
generazione. Ha fatto un'arte talmente alta che è un uomo che
andrà bene per ogni generazione perché in qualche modo è
diventato atemporale".
Ma come si fa a scegliere, tra tanti capolavori, le canzoni
da mettere in scaletta? "Non è facile - risponde all'ANSA -
perché non vorresti tenere niente fuori, poi però alla fine una
decisione bisogna prenderla. Secondo noi questo è il meglio dei
quattro lavori che ho dedicato a lui con i quattro album 'De
André canta De André' che ho registrato dal vivo; abbiamo preso
22 pezzi dai 40 iniziali. Una parte sono divertenti da suonare,
gli arrangiamenti sono quelli riusciti meglio, e poi c'è un
discorso anche testuale che lega le cose e quindi anche racconti
e cose da dire sull'amore, sulla guerra, sulla società".
In merito agli impegni futuri arrivano due annunci. "Farò un
disco di inediti - sottolinea - e spero di riuscire a trovare un
pezzo valido per andare a Sanremo, se ci riesco mi piacerebbe
andare in gara": il suo ultimo lavoro di canzoni inedite risale
al 2013, mentre l'ultima partecipazione in gara a Sanremo è del
2014.
"Sanremo è divertente, mi è sempre piaciuto andarci",
prosegue. E sul festival fa un paragone con suo padre che invece
era restio a partecipare ad eventi del genere: "Lui, in
generale, il palco lo ha sempre sofferto, gli dava fastidio, si
sentiva osservato, non sapeva che facce fare oppure aveva paura
di fare una faccia sbagliata, era molto teso. L'ha vissuta
sempre cosi, in maniera difficile però alla fine si divertiva
anche".
Sulla sua recente partecipazione al festival come ospite
nella serata dei duetti invece conferma le sensazioni positive.
"È un paese dei balocchi - conclude - sei sempre al centro
dell'attenzione, passi da una intervista all'altra, sei su quel
palco che è sempre un gran palco".
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