Nuovo ribaltamento in
Cassazione per un'altra delle sentenze emesse sulla vicenda
delle cosiddette 'spese facili' in Consiglio regionale Marche
tra il 2008 e 2012: in questo caso la Suprema Corte ha annullato
il verdetto di condanna emesso nell'ottobre 2021 a carico
dell'ex vice presidente dell'Assemblea legislativa Giacomo
Bugaro e dell'ex presidente della Regione Gian Mario Spacca ai
quali erano stati inflitti rispettivamente un anno e mezzo, e un
anno e 8 mesi di reclusione per peculato, pena sospesa, dalla
Corte d'appello di Perugia. La Cassazione ha rinviato gli atti
alla Corte d'appello di Firenze per un nuovo procedimento.
Ancora non si conosce la motivazione.
Nel procedimento, in cui si contestava l'utilizzo di fondi
pubblici per attività non prettamente legate a quella consiliare
dei Gruppi, dopo lunghe e articolate indagini della Guardia di
Finanza coordinata dalla Procura di Ancona, erano stati chiamati
in causa 60 ex consiglieri e addetti ai Gruppi. Nella prima
tornata procedimentale, davanti al gup, in 55 avevano scelto il
rito ordinario e cinque l'abbreviato tra cui Spacca e Bugaro, e
altre tre persone poi assolte in seguito. Per i primi 55 il
proscioglimento decretato dal gup era stato annullato dalla
Cassazione, dando vita a un nuovo procedimento poi 'spezzettato'
tra rito ordinario e abbreviati, questi ultimi conclusi tra
assoluzioni e una prescrizione.
Per Spacca e Bugaro, assoluzioni in primo grado e in appello
ad Ancona, revoca parziale dell'assoluzione in Cassazione, nuova
condanna nell'appello bis di Perugia per spese residue
ammontanti a qualche centinaia di euro (ad esempio per Bugaro
erano spese postali e convegni) e, infine, revoca della condanna
in Cassazione. Ora atti alla Corte d'appello di Firenze per
entrambi, difesi dagli avvocati Maurizio Barbieri e Davide
Toccaceli di Ancona; al momento, confermano i legali, non si
conosce ancora la motivazione del verdetto.
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