Tempestività, metaverso criminale e
l'importanza dell'accesso alla scena del crimine e l'importanza
del lavoro di squadra.
Questi alcuni dei temi toccati durante il convegno
"Investigare 4.0", dal titolo dell'omonimo libro curato dal vice
capo della Polizia di Stato, prefetto Vittorio Rizzi e dalla
professoressa Anna Maria Giannini, docente di psicologia alla
Sapienza di Roma, che si è tenuto nella Villa Reale di Monza.
All'incontro - oltre a tutti i questori della Lombardia, tra
qui quello di Monza Marco Odorisio, i sindaci della parovincia
di Monza e della Brianza, i vertici delle altre forze
dell'ordine - hanno partecipato anche gli studenti dell'istituto
Mosè Bianchi di Monza. Relatori sono stati la professoressa di
Criminologia dell'Istituto di Medicina Legale Università di
Milano e presidente della Società Italiana Criminologia,
Isabella Merzagora, che ha sottolineato l'importanza
dell'approccio criminologico e criminalistico alle indagini. La
procuratrice aggiunta di Monza e Brianza Manuela Massenz, ha
evidenziato l'importanza del primo accesso sulla scena del
crimine, il rapporto con la polizia giudiziaria e il lavoro di
squadra. Il presidente del Consiglio distrettuale di disciplina
degli avvocati per il distretto della Corte d'Appello di Milano,
Attilio Carlo Villa, ha invece parlato del ruolo dell'avvocato
nel fare in modo che tutto si svolga secondo le procedure più
corrette possibili e dell'importanza della scelta dei riti
alternativi.
Il vice capo della Polizia, infine, ha affrontato le nuove
frontiere delle indagini, che si confrontano con l'incessante
progresso scientifico e tecnologico: dal metaverso, alle chat
criptate, luoghi di incontro privilegiati delle varie forme di
criminalità.
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