Tre modi per dire pittura è il tema
al centro della mostra che viene inaugurata martedì 20 settembre
alla ArtNoble Gallery, spazio milanese che da sempre dedicato ai
giovani artisti.
L'esposizione, curata da Antonio Grulli e visitabile fino al
24 novembre, è un viaggio in una delle forme d'arte antichissime
attraverso gli occhi e la sensibilità di una nuova generazione
che emerge, portando nuove forme, nuovi sentimenti, facendo
pulizia di tutto ciò che ormai non è più in grado di parlare.
Ecco allora la proposta di tre giovani pittori usciti
dall'Accademia di Brera così diversi eppure uniti da uno spirito
comune: Martina Cassatella, Roberto de Pinto, Emilio Gola. La
pittura di Martina Cassatella è fatta di mani, luce e capelli,
tre elementi che in ogni quadro vengono declinati e ricombinati
fino a creare figure "fantasmatiche" simili ad 'apparizioni'.
Roberto de Pinto, invece, popola la tela di corpi dalla pelle
ambrata e provenienti dal mediterraneo profondo: si tratta di
suoi alter-ego, oziosi, immersi nell'acqua o all'ombra della
vegetazione, personaggi di cui talvolta emerge solo una parte
dei volti o un dettaglio anatomico o talvolta sono rappresentati
in gruppetti.
Emilio Gola, infine, è punto, linea e superficie. I corpi
degli amici e dei conoscenti sono continuamente riformulati, si
intrecciano e si abbracciano, nelle sue tele coloratissime e
assurgono a motivi pittorici ricorrenti resi attraverso textures
in cui vengono esaltati i punti e linee cariche di energia
cinetica fino a sintetizzare i movimenti.
Con i loro lavori così diversi, i tre artisti sono lo
specchio di tre modi per raccontare una pittura nuova, senza
sensi di colpa, senza complessi di inferiorità rispetto agli
altri linguaggi.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA