/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Ponte Genova: teste, Castellucci temeva revoca concessione

Ponte Genova: teste, Castellucci temeva revoca concessione

Architetto:'Ad chiese consigli viste minacce su concessione'

GENOVA, 10 maggio 2023, 11:00

Redazione ANSA

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

- RIPRODUZIONE RISERVATA
- RIPRODUZIONE RISERVATA

Il giorno dopo il crollo del ponte Morandi (14 agosto 2018, 43 vittime), Giovanni Castellucci "era confuso" e chiedeva se Aspi "avesse recepito i suggerimenti di Cesi e consigli su cosa fare in quella situazione visto anche le minacce di revoca della concessione". Lo ha detto in aula Chiara Murano, architetto, ex dipendente di Cesi, la società che fece una consulenza per Autostrade tra il 2015 e il 2016. La professionista era stata licenziata per una mail che mandò ad Aspi la notte del crollo. Con quella missiva erano state inviate le relazioni della consulenza accompagnandola con alcune considerazioni: la causa del "crollo va ricercata nel vizio progettuale originario".
    "Non fu una mia iniziativa la mail scritta la notte del disastro. Feci un copia e incolla maldestro di mail interne scritte dal mio capo Domenico Andreis e da Fabrizio Gatti, uno dei vertici tecnici della società. Ho parafrasato, forse non scrissi bene - ha detto oggi in aula -. Mi rendo conto che oggi non scriverei nulla. Comunque ci sembrò strano che in Aspi non avessero le nostre relazioni". L'architetto ha ripercorso le giornate concitate. "Appena saputo del crollo abbiamo fatto una video-riunione per analizzare il lavoro fatto e se fossero stati rilevati elementi che potevano far presagire quanto accaduto".
    Cesi aveva suggerito ad Aspi di installare un sistema di monitoraggio dinamico e di fare le ispezioni approfondite ogni anno invece che ogni due. "Chiedemmo ad Aspi se avessero ricevuto le nostre conclusioni ma Massimo Meliani (imputato) non rispose mai".
    Dopo il crollo si fecero riunioni a Genova convocate da Autostrade a cui erano presenti Castellucci, Michele Donferri Mitelli e Paolo Berti (ex vertici della società). "Castellucci sembrava confuso, Andreis gli spiegava che sarebbe stato opportuno implementare il monitoraggio anche in altre strutture.
    Gli disse che non sapeva se Aspi avesse recepito i consigli di Cesi. Infine concluse che i consigli li avevano dati allora e che ormai era tardi".
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza