Sulla vendita di Ansaldo Breda e Ansaldo Sts al gruppo nipponico Hitachi "la politica ha taciuto". Ad affermarlo i Cappellani del Lavoro di Genova, coordinati dal vicario episcopale monsignor Luigi Molinari, in un testo pubblicato su 'Il Cittadino'. "Nella recente operazione - si legge nel comunicato - si è lasciato che ogni decisione venisse presa unicamente in funzione delle necessità finanziarie dell'azionista; desta perplessità che la Politica non abbia tenuto in alcun conto il valore strategico per il Paese dell'industria dei Trasporti, come avviene invece altrove, specie in Europa". I cappellani avrebbero invece "auspicato e atteso uno sforzo congiunto per la costituzione di un "Polo Italiano dei Trasporti" come realtà integrata della capacità progettuale e professionale del nostro paese in questo importante settore" invece "la Politica ha taciuto". I cappellani hanno ricordato che "la deindustrializzazione ha ferito e indebolito Genova e tutto il paese" e che questo stato di cose "desta profonda preoccupazione" perché "l'apporto della grande industria manifatturiera aperta alla ricerca e all'innovazione di processo e di prodotto è indispensabile per competere sui grandi mercati internazionali. La piccola e media impresa, pur essendo una preziosa realtà, da sola non basta". E concludono dicendo: "Siamo consapevoli della carica involutiva innescata nella nostra città e del conseguente indebolimento del patrimonio professionale genovese. Tutto ciò è un impoverimento non solo per la nostra città ma pure per tutto il paese".
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