"Non voglio più quella casa. Prima ero contento, adesso ho paura. Piuttosto che tornare lì dormo in strada". A parlare all'ANSA è Howlader Dulal, il cittadino italiano di origine bengalese di 52 anni insultato e picchiato da un gruppetto di ragazzi italiani a Tor Bella Monaca, quartiere periferico di Roma, perché assegnatario di una casa popolare. Sorridente malgrado l'aggressione, Dulal racconta quanto gli è successo lunedì scorso: "Stavo andando a vedere la casa che il Comune di Roma mi ha assegnato. Ero arrivato a Tor Bella Monaca ma non riuscivo a trovare largo Ferruccio Mengaroni. Ero felice, davvero. Mi sono avvicinato a quattro ragazzi e gli ho chiesto dove fosse quell'indirizzo. Loro mi hanno domandato: perchè lo vuoi sapere? Io ho mostrato loro il certificato del Campidoglio che mi assegna una casa. A quel punto sono cominciati gli insulti razzisti e le parolacce. Uno di loro mi ha aggredito da dietro dandomi un calcio. Una signora è intervenuta dicendo loro di non ammazzarmi. Ma hanno continuato, e un altro mi ha strappato la camicia di dosso. Poi sono scappati. Mi si è avvicinato un uomo che mi ha chiesto come mi sentissi e abbiamo chiamato insieme le forze dell'ordine e l'ambulanza".
L'incontro tra l'amministrazione comunale di Roma e Dulal si dovrebbe tenere all'inizio della prossima settimana. Il Campidoglio ha contatto l'uomo ribadendogli vicinanza e Dulal ha acconsentito all'incontro.
Intanto i poliziotti del commissariato Casilino stanno vagliando le immagini delle telecamere e cercando testimoni. L'ipotesi è che si tratti di giovani del quartiere che abitualmente sostano a largo Ferruccio Mengaroni. Dulal ha due figli, di cui uno disabile.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA