Le risposte che l'Ue valuta contro i dazi annunciati dagli Usa non sono solo contro-dazi. Lo ha detto un alto funzionario europeo. "Abbiamo delle opzioni da mettere in atto, delle misure di ritorsione che non siano misure tariffarie", ha spiegato. Nessun commento all'ipotesi che vengano imposti dazi o misure sui servizi Usa. "Posso solo dire che abbiamo molte possibili risposte e non toglieremo nulla dal tavolo oggi".
Negoziati, contromisure e diversificazione: sono i tre binari su cui si muove l'Europa in risposta ai dazi annunciati da Donald Trump. "I negoziati sono al primo posto", sottolineano fonti Ue, ribadendo l'impegno a "trovare una soluzione" di fronte a sovrattasse giudicate "illegali e ingiustificate", con l'obiettivo di ridurle. Accanto al dialogo ci saranno però le contromisure. "Stiamo rispondendo per proteggere le nostre aziende, i nostri lavoratori e i nostri consumatori. Questa è la nostra prima priorità. La rappresaglia non è una punizione fine a se stessa, è uno strumento per raggiungere un obiettivo", hanno spiegato le stesse fonti, precisando che l'Ue "non sta cercando l'escalation, ma vuole negoziare da una posizione di forza". Il terzo asse è la diversificazione. "Abbiamo la rete di accordi commerciali più ampia e in rapida espansione al mondo: 76 Paesi sono legati all'Ue da un'intesa commerciale, contro i soli 20 degli Stati Uniti. Se c'è qualcuno che sa come fare affari, e come farli bene, siamo noi", viene evidenziato.
Fonti Ue, 'valuteremo un ricorso al Wto sui nuovi dazi Usa'
"L'opzione del contenzioso sarà certamente presa in considerazione". Lo ha detto un alto funzionario europeo in merito all'ipotesi di ricorrere al Wto sui nuovi dazi degli Stati Uniti, definiti "reciproci" dagli Usa. "Dobbiamo analizzare, ovviamente, le nostre opzioni. Dobbiamo anche vedere quanto è efficace. Quello che posso dire oggi è che ovviamente non possiamo vedere come questa sia una risposta legittima, per non parlare di una risposta giustificata" ai dazi europei. "L'Unione Europea ha dazi molto bassi sugli Stati Uniti. Sono vincolati dal Wto. Abbiamo impegni legali in cui garantiamo questi bassi livelli di tariffe. Quindi, per gli Stati Uniti ora entrare e affermare con una metodologia che non sembra davvero una metodologia" pone "grandi preoccupazioni anche dal punto di vista legale, non solo da quello economico e politico".
Tajani, 'verso risposta europea meno dura dei dazi Usa'
"Credo che andremo nella direzione di avere una risposta meno dura di quella che è stata la scelta americana, quindi per dare un messaggio contro l'escalation dei dazi, un messaggio contro la guerra commerciale: mi pare che le posizioni del commissario Sefcovic siano ragionevoli e vadano nella direzione della tutela delle imprese italiane ed europee". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della ministeriale Nato.
Tajani, 'i dazi Usa contrari alla richiesta del 5% in difesa'
L'imposizione dei dazi da parte degli Usa è "contraria" alla richiesta di salire al 5% del Pil per quanto riguarda le spese nella difesa. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della ministeriale Nato, sottolineando che l'articolo 2 del trattato di Washington - ovvero l'atto fondativo dell'Alleanza - prevede "la collaborazione economica tra i paesi che ne fanno parte". "La guerra commerciale certamente non fa parte di quello che dice l'articolo 2, dobbiamo evitarla", aggiunge.
Tajani, 'a Sefcovic lista di nostri prodotti da proteggere'
"Ho consegnato al commissario Sefcovic una lunga lista di prodotti italiani sui quali bisogna intervenire affinché possano essere tutelati". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della ministeriale Nato. La lista comprende una trentina di prodotti, tra cui il settore vinicolo - ecco perché si chiede l'esclusione del whisky dalle contromosse Ue - il motociclo e la gioielleria.
A Bruxelles il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha incontrato il Commissario Europeo con delega al commercio, Maroš Šefčovič, per discutere delle recenti decisioni dell'amministrazione statunitense in materia commerciale. Nel corso dell'incontro, "i due hanno convenuto sulla necessità di mantenere un approccio fermo ma basato sul dialogo, volto ad evitare un'ulteriore escalation sul fronte commerciale". Lo si legge in una nota.
Starmer: 'reagiremo ai dazi a mente fredda, nulla escluso'
Il governo britannico reagirà a "mente fredda e calma" ai dazi Usa, ha affermato il primo ministro Keir Starmer, sottolineando che "nulla è escluso" e che Londra prenderà decisioni "guidate solo dal nostro interesse nazionale": lo riporta il Guardian. "Chiaramente ci sarà un impatto economico", ha detto questa mattina Starmer ricevendo un gruppo di dirigenti aziendali nel suo ufficio a Downing Street.
"Uno dei grandi punti di forza di questa nazione è la nostra capacità di mantenere la calma", ha sottolineato il primo ministro, aggiungendo: "La nostra intenzione rimane quella di concludere un accordo, ma nulla è escluso".
Il governo britannico è "deluso" per l'imposizione dei dazi Usa ma è impegnato nel raggiungimento di un accordo commerciale con l'amministrazione di Donald Trump.
Lo ha affermato il ministro delle Attività Produttive, Jonathan Reynolds, riferendo alla Camera dei Comuni. Reynolds ha sottolineato che una intesa con Washington "non solo eviterebbe l'imposizione di dazi più pesanti, ma approfondirebbe la nostra relazione economica", e allo stesso tempo ha annunciato una consultazione con le aziende del Paese su possibili ritorsioni future contro gli Stati Uniti.
La Grecia si prepara a subire 'doppio colpo' da dazi di Trump
La decisione del governo statunitense di imporre i dazi assesta un doppio colpo alle esportazioni greche, proprio quando il mercato a stelle e strisce stava crescendo di importanza per i prodotti ellenici, scrive Kathimerini. Secondo l'Associazione greca degli esportatori (Seve), le esportazioni verso gli Stati Uniti raggiungeranno i 2,411 miliardi di euro nel 2024, facendo degli Usa la quinta destinazione per i prodotti greci. Il primo colpo inferto dai dazi sarà diretto: i beni ellenici diventeranno più costosi e quindi meno competitivi per i consumatori americani.
Gli Stati Uniti sono il quinto mercato greco per le esportazioni di feta, e si prevede che il celebre formaggio greco rientrerà nei prodotti maggiormente colpiti dalla svolta protezionistica Usa, assieme a olive, cemento, olio d'oliva e pesche in scatola, nonostante i produttori sperano che alcuni di questi possano venire esentati.
Il secondo colpo sarà indiretto, una "perdita collaterale", secondo il direttore di Seve, Alkiviadis Kalampokis, ovvero il potenziale calo delle esportazioni greche verso i principali partner commerciali europei, la cui economia verrà colpita dai dazi. "Il 65% delle nostre esportazioni è destinato agli Stati membri dell'Ue. Le nuove tariffe avranno un impatto soprattutto su Paesi come Germania, Italia e Francia, nostri principali partner commerciali", ha dichiarato.
Un recente studio della Banca Nazionale di Grecia ha stimato che un aumento generalizzato dei dazi del 10% su tutte le esportazioni dell'Ue verso gli Stati Uniti potrebbe ridurre le esportazioni greche totali di circa l'1,7% in termini reali e ridurre il Pil della Grecia dello 0,4% cumulativamente fino alla fine del 2026.
Budapest, 'Ue incompetente, prezzo dei dazi ai cittadini'
"L'economia europea e i suoi cittadini stanno ancora una volta pagando il prezzo dell'incompetenza di Bruxelles. La decisione sui dazi di ieri degli Stati Uniti ha chiarito una cosa: la Commissione europea avrebbe dovuto negoziare. Hanno avuto due mesi e mezzo di tempo.
Non hanno fatto nulla". Lo scrive in un tweet il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó.
"Invece di lavorare con Washington per ridurre i dazi sulle auto dal 10% al 2,5% statunitense, non hanno fatto nulla. Hanno trasformato una questione economica in una questione ideologica e hanno comunque portato a casa migliaia di euro al mese...", aggiunge. (
Parigi, 'l'Ue prenderà di mira i servizi online Usa'
L'Unione Europea è "pronta per una guerra commerciale" con gli Stati Uniti e ha in programma di "attaccare i servizi online" in risposta all'annuncio del presidente Donald Trump: lo ha detto oggi la portavoce del governo francese.
"Siamo abbastanza certi che avremo effettivamente un effetto negativo sulla produzione", ha affermato Sophie Primas all'emittente Rtl, esprimendo particolare preoccupazione per l'impatto dei dazi Usa su vino e liquori.
Von der Leyen: 'Dazi generano caos e non risolvono i problemi'
"Voglio dire una cosa. So che molti di voi si sentono delusi dal nostro più vecchio alleato. Dobbiamo prepararci all'impatto che avremo inevitabilmente. Ma l'Ue ha tutto ciò di cui ha bisogno per superare la tempesta. E l'unità è la nostra forza. Noi saremo sempre dalla parte di chi si vede i propri diritti danneggiati." Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nella sua replica ai dazi imposti dal presidente americano Donald Trump. Von der Leyen ha tenuto il suo statement in tre lingue - inglese, francese e tedesco - e ha parlato dalla sede di rappresentanza della Commissione europea a Samarcanda, in Uzbekistan, dove nelle prossime ore avrà inizio il primo vertice tra Ue e Asia Centrale.
"Seguiremo con attenzione anche gli effetti indiretti che queste tariffe potrebbero avere, perché non possiamo assorbire la sovraccapacità globale né accettare il dumping sul nostro mercato. Come europei promuoveremo e difenderemo sempre i nostri interessi e valori. E difenderemo sempre l'Europa", ha sottolineato Von der Leyen, spiegando tuttavia come "c'è una strada alternativa: non è troppo tardi per affrontare le preoccupazioni attraverso i negoziati. Per questo il nostro commissario per il Commercio, Maros Šefčovič, è costantemente impegnato con le sue controparti statunitensi. Lavoreremo per ridurre le barriere, non per aumentarle. Passiamo dal confronto al negoziato".
"Non sembra esserci ordine nel disordine. Non c'è un percorso chiaro attraverso la complessità e il caos che si sta creando quando tutti i partner commerciali degli Stati Uniti vengono colpiti. Negli ultimi ottant'anni, il commercio tra Europa e Usa ha creato milioni di posti di lavoro.
I consumatori di tutto l'Atlantico hanno beneficiato di una riduzione dei prezzi." Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nella sua replica ai dazi imposti dal presidente americano Donald Trump.
"Sono d'accordo con Trump sul fatto che altri approfittano ingiustamente delle regole attuali. E sono pronta a sostenere qualsiasi sforzo per rendere il sistema commerciale globale adatto alle realtà dell'economia globale. Ma voglio anche essere chiara: ricorrere alle tariffe come primo e ultimo strumento non risolverà il problema", ha sottolineato la Von der Leyen.
"L'Europa - ha assicurato la presidente - sarà al fianco di chi sarà colpito" dai dazi Usa. "Abbiamo già annunciato nuove misure a sostegno dei settori dell'acciaio e delle automobili. La scorsa settimana abbiamo limitato la quantità di acciaio che può essere importata in Europa senza dazi. Questo darà più respiro a queste industrie strategiche. Ora convocheremo anche dialoghi strategici con i settori siderurgico, automobilistico e farmaceutico. E altri seguiranno".
"I dazi americani sono un colpo importante per l'economia globale. Ci saranno conseguenze per milioni di consumatori nel mondo. Siamo pronti a reagire, ma siamo pronti a negoziare, non è troppo tardi. Finalizzeremo il primo pacchetto di contromisure sull'acciaio e prepareremo altri contro dazi in caso di fallimento dei negoziati". Von der Leyen ha tenuto il suo statement in tre lingue - inglese, francese e tedesco - e ha parlato dalla sede di rappresentanza della Commissione europea a Samarcanda, in Uzbekistan, dove nelle prossime ore avrà inizio il primo vertice tra Ue e Asia Centrale.
"Seguiremo con attenzione anche gli effetti indiretti che queste tariffe potrebbero avere, perché non possiamo assorbire la sovraccapacità globale né accettare il dumping sul nostro mercato. Come europei promuoveremo e difenderemo sempre i nostri interessi e valori. E difenderemo sempre l'Europa", ha sottolineato Von der Leyen, spiegando tuttavia come "c'è una strada alternativa: non è troppo tardi per affrontare le preoccupazioni attraverso i negoziati. Per questo il nostro commissario per il Commercio, Maros Šefčovič, è costantemente impegnato con le sue controparti statunitensi. Lavoreremo per ridurre le barriere, non per aumentarle. Passiamo dal confronto al negoziato".
"Pieno supporto alla Commissione Europea nei negoziati commerciali con gli Stati Uniti. Il commercio è un potente motore di prosperità globale. L'Ue rimarrà un fermo sostenitore del commercio libero ed equo. Ci impegneremo con tutti i nostri partner e continueremo a rafforzare ed espandere la nostra rete commerciale. Ora è il momento di andare avanti con gli accordi con il Mercosur, il Messico e avanzare in modo decisivo nei negoziati con l'India e altri partner chiave". Lo scrive il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa su X
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