La Confederazione Islamica
Italiana e della grande Moschea di Roma, ammessi come parti
civili al processo per l'omicidio di Saman, si associano "senza
tentennamento alcuno con completa adesione" alle richieste di
condanna, avanzate dalla Procura al termine della requisitoria
nella scorsa udienza, nei confronti dei cinque imputati.
Gianluca Bocchino, avvocato che rappresenta la Cii, durante
la discussione di stamattina ha voluto ribadire innanzitutto
"l'assoluta presa di distanza della comunità islamica
dall'omicidio Saman". Per poi soffermarsi sul fatto che "non si
possa prendere minimamente in considerazione l'attenuante
culturale o religiosa" perché "seppur le difese cercheranno
strumentalmente di collocare i fatti in questa cornice, non
trova alcuna giustificazione". Infine ha toccato un passaggio
della requisitoria della Procura che paragonava gli Abbas ad una
cosca 'ndranghetistica: "Il clima nella famiglia di Saman era
quello di un clan che, fedele ad un precetto e ad un'idea,
tutela se stesso a discapito di chi ne fa parte".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA