Palazzo Pallavicini di Bologna ospiterà dal 7 settembre al 28 gennaio nelle sale rinascimentali la mostra 'Vivian Maier - Anthology', un'esposizione di quasi 150 fotografie originali e Super 8mm di una delle fotografe più amate e apprezzate di questo secolo. La mostra è organizzata e realizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci, con la curatela di Anne Morin di DiChroma Photography, sulla base delle foto dell'archivio Maloof Collection e della Howard Greenberg Gallery di New York. La curatrice ha eseguito una selezione accurata tra le migliaia di fotografie a disposizione: verranno presentate 111 foto in bianco e nero, più una selezione di 35 foto a colori, divise in sei sezioni per l'antologica più completa proposta a Bologna.
Novità assoluta sarà la visione 'Super 8' che permetterà di seguire lo sguardo di Vivian Maier, che iniziò a filmare scene di strada, eventi e luoghi già nel 1960. Maier filmava tutto ciò che la portava a un'immagine fotografica: osservava, si soffermava intuitivamente su un soggetto e poi lo seguiva. Ha ingrandito il bersaglio per avvicinarsi da lontano, concentrandosi su un atteggiamento o un dettaglio, come le gambe o le mani delle persone in mezzo alla folla. Il film è sia un documentario - un uomo arrestato dalla polizia o la distruzione causata da un tornado - sia un'opera contemplativa, come lo strano corteo di pecore diretto ai mattatoi di Chicago.
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